Gioacchino Genchi: la Procura di Roma non restituisce l’archivio, nonostante l’ordinanza del Tribunale del Riesame. Il testo integrale dell’ordinanza.

Solamente pochi giorni fa avevamo parlato dell’annullamento delle perquisizioni e sequestri ordinati dalla Procura di Roma l’11 marzo, ed effettuati dai carabinieri del ROS il 13 marzo scorsi nei confronti di Gioacchino Genchi. A sancirlo è stato il Tribunale del Riesame di Roma (Presidente Francesco Taurisano) che lo scagiona da tutte le accuse mosse contro

di fabio



Solamente pochi giorni fa avevamo parlato dell’annullamento delle perquisizioni e sequestri ordinati dalla Procura di Roma l’11 marzo, ed effettuati dai carabinieri del ROS il 13 marzo scorsi nei confronti di Gioacchino Genchi. A sancirlo è stato il Tribunale del Riesame di Roma (Presidente Francesco Taurisano) che lo scagiona da tutte le accuse mosse contro di lui, ne parla lo stesso Genchi dalle pagine del suo blog.

Oggi però si viene a sapere che la Procura di Roma, nonostante l’ordinanza, non ha alcuna intenzione di ridare indietro gli archivi sottratti a Genchi. Motivazione? Non si sa. Forse la si può trovare nelle stesse parole di Genchi:

Siamo in presenza di un atto di eversione giudiziaria di una gravità inaudita. Negli atti del sequestro vi sono infatti acquisizioni importantissime riguardanti gli stessi magistrati della procura di Roma che hanno eseguito il sequestro.

L’ordinanza originale del Tribunale del Riesame sul caso Genchi si può leggere integralmente da questa digitalizzazione. In quelle carte si possono trovare informazioni interessanti e fondamentali che andiamo a spulciare.

Innanzitutto viene scritto a chiare lettere:

le attività di acquisizione, di elaborazione e di trattamento dei dati storicizzati nei tabulati attestanti il traffico telefonico non possono definirsi illecite […] non violò le guarentigie a tutela dei parlamentari interessati dalle acquisizioni dei tabulati di traffico telefonico

Così come si ribadisce quel che sostiene da sempre lo stesso Genchi, ossia di aver agito su provvedimenti dei pubblici ministeri:

nell’esercizio delle funzioni di elaborazione e trattamento dei dati, legittimamente e lecitamente raccolti in forza dei provvedimenti del pm, funzioni legalmente dovute nella qualità di consulente tecnico

Ed infine, nel caso specifico dell’archivio:

Il tribunale non rinviene la norma di legge ovvero di regolamento che sia di riferimento nella fattispecie addebitata al dottore Genchi, e che impedisse ovvero invalidasse la condotta acquisitiva dei tabulati di traffico telefonico in questione da parte del consulente tecnico, il quale agì nell’esercizio delle sue funzioni di ausiliario del pubblico ministero dottor De Magistris

Un po’ lungo ed arduo magari, ma il succo è lo stesso: Genchi agì sempre su autorizzazione del pubblico ministero e non esistono regolamenti o norme di legge che vietino l’acquisizione di tabulati di un agente dei servizi segreti dato che non causerebbe alcun “nocumento per la sicurezza dello Stato.”

Perché, dunque, la Procura di Roma si rifiuta di eseguire la sentenza di restituzione e dissequestro?

Fonte | Antimafiaduemila