Elezioni presidenziali Brasile 2014: Chi è Marina Silva

Elezioni presidenziali Brasile 2014. Marina Silva. a sorpresa, potrebbe prendere il posto di Dilma Rousseff. Vi raccontiamo la biografia e i progetti politici della candidata socialista e ambientalista

Marina Silva “rischia” di diventare la prossima presidente del Brasile. Dopo la morte in un incidente aereo di Eduardo Campos, il Psb (Partito socialista brasiliano) ha indicato lei come candidata alle presidenziali che si terranno dal 5 al 26 ottobre. Appena è stata investita del ruolo, la ex Ministro dell’Ambiente del governo Lula ha progressivamente aumentato il suo consenso nei sondaggi, tanto che l’istituto Datafolha la dà al 34%, a pari merito con la Presidente in carica Dilma Rousseff. Inoltre, secondo le rilevazioni attuali, se si andasse al secondo turno, vincerebbe con il 50% dei voti.

Il Pt (il Partito dei lavoratori), al governo da dieci anni, mostra tutte le sue difficoltà. Se è vero che a partire dal 2003 il Brasile ha fatto dei passi avanti enormi, diventando una delle più importanti economie emergenti a livello mondiale, è giusto evidenziare che i problemi oggi non mancano. Il paese, infatti, è entrato in recessione tecnica, le minoranze indigene non si sentono rappresentate, le moltitudini metropolitane e i lavoratori chiedono maggiori diritti e sono insoddisfatte di un sistema che spesso si mostra corrotto.

Tuttavia, nonostante tutte queste problematiche, Rousseff era data da tempo come la super favorita. Almeno fino a quando non è comparsa sulla scena Marina Silva. Il suo nome sta facendo presa su tutti quegli elettori che avrebbero votato mal volentieri per l’attuale Presidente o che pensavano di disertare le urne. La forza dell’esponente ambientalista è così dirompente che alcuni settori del Pt hanno perfino ipotizzato un cambio di candidato. L’idea sarebbe quella di ripresentare alla presidenza Lula Da Silva, rimasto nei cuori dei brasiliani. Ma per ora i rumors attorno a questa ipotesi non hanno trovato conferma.

Ma chi è Marina Silva? E Qual è il suo progetto politico?

Dalle piantagioni di caucciù alla politica

Nasce, nel 1958, a 70 km dal centro di Rio Branco, capitale dello stato di Acre. Trascorre la sua infanzia in una condizione di estrema povertà. Lavora alla raccolta del caucciù e non ha la possibilità di studiare perché deve aiutare la sua famiglia ad estinguere un debito. Otto dei suoi undici fratelli non riescono a sopravvivere all’infanzia. Solo a quattordici anni ha accesso all’istruzione di base e nel 1981 si iscrive all’Università. Qui scopre il marxismo e aderisce al partito Rivoluzionario comunista (considerato semi-clandestino dai militari).

In seguito diventa insegnate di scuola media e aderisce alle lotte sindacali insieme a Chico Mendes. Inizia la sua carriera politica come consigliere, per il Partito dei Lavoratori, nella città di Rio Branco ad Acri nel 1988. Nel 1994 entra al Senato della Repubblica e successivamente diventa responsabile ambientale del Pt. Le sue battaglie ecologiste, che riscuotono vasta udienza tra le popolazioni dell’Amazzonia, la porteranno nel 2003 a diventare ministro dell’Ambiente del primo governo Lula.

L’impegno per l’Amazzonia e la rottura con Lula

Durante il primo governo Lula riesce a creare numerose aree protette in Amazzonia. I problemi per lei incominciano durante il secondo mandato. Entra in polemica con Lula, ma anche con Dilma Rousseff, allora ministro dell’interno. Le prime divergenze tra Dilma e Marina, però, risalgono a qualche anno addietro, quando l’attuale Presidente era responsabile del dicastero per le Miniere e per l’Energia. Silva rompe con l’esecutivo per lo scarso impegno dimostrato sull’estensione delle protezioni nelle terre amazzoniche e perché si oppone fermamente alla revisione delle misure cautelative contro i disboscamenti.

Così nel 2008, dopo che il progetto Plano Amazônia Sustentável viene affidato a Roberto Mangabeira Unger, si dimette e l’anno successivo esce dal Pt. Nel 2010 si candida per i Verdi, alla presidenza e contro ogni previsione ottiene un ottimo risultato: il 19,9% dei voti.

Da Rete Sustentabilidade al Psb

Nel 2011 esce dal partito dei Verdi e prova a fondare un nuovo soggetto politico: Rete Sustentabilidade. Tuttavia, non trova un numero di firme necessario per candidarsi alle elezioni. Durante le rivolte di strada brasiliane delle scorso anno, ritorna al centro della scena. Critica molto duramente l’operato di Rousseff e la parte più politicizzata del movimento non nasconde una certa simpatia per lei. Nel 2014 si candida come vice presidente del Brasile per i socialisti, ma con la morte improvvisa di Campos diventa la candidata ufficiale.

Silva, per il momento, non ha mostrato grande capacità politica nei dibattiti televisivi. Rousseff è più concreta, mentre la sua sua avversaria punta tutto sul malcontento popolare, evadendo sempre un tema fondamentale: dove intende prendere le risorse per fare le riforme sociali che dice di voler mettere in campo. Il consenso che sta riscuotendo pare più una conseguenza di un certo malessere generale, che non il frutto di un progetto politico unitario. I suoi discorsi, infatti, hanno una forte impronta sociale, ma rimangono vaghi.

Diritti civili e riferimenti culturali

Inoltre, sulla questione della depenalizzazione dell’aborto e sui matrimoni omosessuali, non ha una posizione chiara. In passato si era detta anti-abortista, poi ha cambiato idea. Tuttavia, non prende mai impegni precisi su tali materie, e non solo perché è convintamente cristiana evangelica. Evidentemente il suo obiettivo è quello di attrarre anche i voti dei cattolici, che non hanno grandi simpatie per il Pt.

Recentemente ha anche riscoperto la filosofa Hannah Arendt. Nei suoi articoli spesso si richiama all’autrice della Banalità del Male per ribadire la sua predilezione per la democrazia diretta e il pluralismo. Ovviamente, tale mossa serve anche ad incuriosire certi settori dei ceti medi colti, che non hanno molta simpatia per i rifermenti culturali del Pt.

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