Riforma della Giustizia: la proposta indecente di Berlusconi

“Se cambia il falso in bilancio appoggiamo la legge del Partito Democratico”.

La riforma della giustizia continua a tenere banco, anche perché è una riforma che simbolicamente potrebbe chiudere definitivamente il ventennio di scontri sul tema tra berlusconiani e anti-berlusconiani. Ed è inevitabile che il leader di Forza Italia provi a metterci lo zampino, visto che addirittura secondo alcuni la nuova legge a cui sta lavorando il ministro Orlando sarebbe al centro degli accordi tra Berlusconi e Renzi nel Patto del Nazareno. Una visione un po’ complottista, ma è chiaro che l’ex Cavaliere non può lasciarsi passare sotto al naso una riforma del genere senza provare a metterci lo zampino.

E stando a quanto raccontato nel retroscena di Repubblica di oggi, la “proposta indecente” di Silvio Berlusconi a Renzi si concentrerà su una delle norme che stanno più a cuore al leader di Forza Italia: la reintroduzione del falso in bilancio. L’ex Cavaliere intende evitarla, e quindi la proposta è semplicemente questa: cambiate quella norma e noi appoggiamo la riforma della giustizia. Offerta fin troppo facile da formulare per Berlusconi, visto che all’interno di questa riforma si trovano le norme sulla responsabilità civile dei magistrati che sono da sempre un cavallo di battaglia del centrodestra.

Il terreno è scivoloso. Così insidioso che difficilmente il Pd potrà accettare lo scomodo abbraccio di Forza Italia. Per questo, l’esecutivo ara comunque il terreno, senza tenere in conto l’eventuale soccorso azzurro. E non a caso ieri il ministro della Giustizia Andrea Orlando è volato a Bruxelles per incassare l’appoggio dell’Unione sulla giustizia civile. «Si tratta di una riforma – ha assicurato il commissario europeo Martine Reicherts, al termine di un faccia a faccia con il Guardasigilli – frutto del buon senso e molto coraggiosa, in grado di far avanzare l’Italia sulla via della crescita e della semplificazione ».

In effetti è difficile immaginare che il governo possa accettare di eliminare dalla sua riforma una norma tanto giusta quanto dall’elevato valore simbolico. E però l’appoggio da parte di Forza Italia – così come sta avvenendo per la riforma del Senato e per l’Italicum – semplificherebbe la vita al governo, che si troverebbe meno legato agli inevitabili veti incrociati all’interno del partito che anche in questo caso non tarderanno a venire fuori. Se la trattativa deve riguardare anche la riforma della giustizia, un eventuale accordo tra i due leader dovrà però concentrarsi altrove.

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