Matteo Salvini: “In Corea del Nord c’è uno splendido senso di comunità”

Il segretario della Lega Nord è andato in vacanza nel Paese del dittatore Kim Jong-un e si è trovato molto bene…

Matteo Salvini, ll segretario della Lega Nord, è andato cinque giorni in Corea del Nord (ed è stato anche a Pechino) con una delegazione di cui facevano parte anche imprenditori dei settori del turismo, dell’edilizia e dell’agricoltura e che sono a caccia di affari a Est. Per esempio dei coltivatori trentini sono riusciti a vendere ai coreani due milioni di piante di mele.

Secondo Salvini, infatti, l’embargo nei confronti di un Paese in cui vige una dittatura, quella di Kim Jong-un, è semplicemente “idiota”. Per lui non conta infatti che il regime del “Grande Maresciallo” sia considerato da Amnesty International uno dei più feroci al mondo o che non sia garantita la libertà di stampa o che non siano rispettati i diritti umani.

Il segretario della Lega ritiene che anche l’embargo nei confronti della Russia, per esempio, sia stupido e anzi lui in Russia ci andrà in autunno perché è d’accordo con il capo del suo gruppo all’Europarlamento, ossia Marine Le Pen, la leader del Front National francese, che dice che bisogna guardare a Est.

Salvini, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui racconta la sua “avventura” in Corea del Nord, specifica che non rinuncerebbe mai alla sua libertà e non baratterebbe il suo stile di vita con quello di un coreano, tuttavia elogia alcuni aspetti del regime di Kim Jong-un:

“Si tratta di un altro modello che io non demonizzo: non indico come un inferno un sistema che non conosco. Lì lo Stato dà tutto: scuola, casa, lavoro. Insomma, al mondo non c’è solo lo stile di vita americano”

E poi aggiunge:

“Sono contento di esserci andato, ho visto un senso di comunità splendido. Tantissimi bambini che giocano in strada e non con la playstation, un grande rispetto per gli anziani, cose che ormai in Italia non ci sono più”

Tra l’altro lui che fa sempre molto affidamento alle sue pagine social, in quei cinque giorni ha dovuto rinunciare a Internet e al telefonino, perché non funzionavano, e ha commentato “un’esperienza impagabile. Da sola valeva il viaggio”.

E a proposito di viaggio ci ha tenuto a precisare di aver pagato tutto di tasca sua, senza alcun costo per il contribuente. Ci mancherebbe pure…

In Corea Salvini ha incontrato il senatore di FI Antonio Razzi che definisce una “persona spumeggiante, piena di iniziativa” e che “in Corea è un’autorità” e ha anche incontrato l’ex calciatore Pak Doo-Ik, che con un suo gol eliminò l’Italia dai Mondiali del ‘66. All’incontro Salvini si è presentato con una maglia del Milan perché, ha detto, “è l’unica che conta per me”, infatti da “padano” disprezza la nazionale.

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