Elezioni presidenziali Brasile 2014: il ritorno di Lula?

Allo studio una contromisura d’emergenza per contrastare l’ascesa di Marina Silva.

Il destino a volte causa rovesci davvero singolari, ed è così che un incidente aereo può anche cambiare la corsa alle elezioni presidenziali brasiliane che si terranno il 5 e il 26 ottobre. La vittoria di Dilma Rousseff, l’attuale presidente esponente del Pt (partito dei lavoratori), sembrava certa, dopo la risalita nei sondaggi nonostante i pesanti conflitti sociali che si stanno vivendo nel paese. Quello che nessuno poteva prevedere era però la morte, nel disastro aereo del 13 agosto, del suo sfidante, Eduardo Campos, del Partito Socialista Brasiliano.

Dato dai sondaggi fino a quel momento in terza posizione, dietro anche al socialdemocratico Aecio Neves, Campos è stato sostituito da colei che fino a quel momento era la candidata vicepresidente: Marina Silva. E così, nel modo più imprevedibile possibile, è nata una star. Ambientalista, di umilissime origini come l’ex presidente Lula, carisamtica, Marina Silva nel giro di due settimane ha recuperato una marea di consensi nei sondaggi. Tanto che oggi l’istituto Datafolha da Marina Silva e Dilma Rousseff appaiate al 34%, con Aecio Neves terzo al 15%.

Se il problema fosse solo questo, si potrebbe anche pensare di sperare nel secondo turno (il sistema elettorale brasiliano prevede che per vincere al primo turno bisogna ottenere un voto in più della somma di tutti i suffragi andati a tutti gli altri candidati ). E invece al secondo turno Marina Silva è addirittura favorita: la candidata del Partito Socialista Brasiliano arriverebbe al 50% dei voti, lasciando l’attuale presidente indietro di circa dieci punti. Alle elezioni, però, manca ancora un mese. E secondo alcune indiscrezioni il Partito dei Lavoratori potrebbe anche decidere per una sostituzione dell’ultimo minuto (c’è tempo fino a 20 giorni prima del voto).

Chi potrebbe prendere il posto di Dilma Rousseff e provare a rilanciare le chance presidenziali del Pt? Nientemeno che Lula Da Silva in persona, l’ex presidente rimasto nei cuori dei brasiliani, che nei piani degli strateghi del partito sarebbe dovuto tornare in pista solo per le presidenziali del 2018, dopo il secondo mandato di Rousseff e all’età di 73 anni. Per il momento questa è solo un’ipotesi, anche abbastanza azzardata, per la quale però stanno spingendo tanti militanti del partito. Il rischio per il Pt, però, sembra essere più che altro quello di lasciare tutto com’è oggi.

ARGENTINA-BRAZIL-LULA

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