Torino: Felice Spagnuolo, il promotore della Fideuram che truffò per un milione e settecentomila euro ora è salvo grazie all’indulto.

Anni di truffe e raggiri ai danni di semplici risparmiatori, dal 2001 al 2004: casalinghe, operai, pensionati e vedove. 32 quelli certificati, per una somma che al momento della scoperta ammontava a circa un milione e settecentomila euro, tutti rubati “con artifici e raggiri” secondo quanto scrisse la sezione dei giudici per le indagini preliminari.

di fabio



Anni di truffe e raggiri ai danni di semplici risparmiatori, dal 2001 al 2004: casalinghe, operai, pensionati e vedove. 32 quelli certificati, per una somma che al momento della scoperta ammontava a circa un milione e settecentomila euro, tutti rubati “con artifici e raggiri” secondo quanto scrisse la sezione dei giudici per le indagini preliminari. Prendeva somme, spesso anche ingenti, in cambio di investimenti fasulli creati ad hoc con una semplice macchina da scrivere. Il tutto garantito dalla sua professionalità, se così si può dire.

Questa la vicenda di Felice Spagnuolo, ora 60enne, ex promotore finanziario della Fideuram prima arrestato e poi definitivamente radiato dall’albo unico dei promotori finanziari (del. 15391). Tra patteggiamenti e lunghi iter burocratici però il sig. Spagnuolo non ha mai fatto neanche un giorno di carcere, ha ricevuto una multa di soli 800 euro ed ora – puff! – tutto cancellato grazie al provvedimento di indulto approvato il 29 luglio 2006 dal Parlamento Italiano per i reati commessi fino al 2 maggio dello stesso anno.

Spagnulo ha sì l’obbligo di restituire una somma pari a 800 mila euro, ma non hai risparmiatori. Alla Fideuram. Che a sua volta nega ogni possibilità di rimborso:

«La banca ha preteso di essere sollevata dall’onere di rifondere ai clienti le cifre dovute. E lo ha fatto utilizzando documentazione fornita dallo stesso promotore finanziario. Ma la stessa banca nega a quei clienti l’utilizzabilità della medesima documentazione ai fini del rimborso. Incredibile»

A quanto sostengono gli avvocati Giovanni Ananìa e Enrico Boero, che assistono i truffati.

Dal lato penale è quindi tutto andato in fumo, ai risparmiatori non resta altro che portare avanti una causa civile con la speranza (utopica?) di rivedere indietro i soldi di una vita.

Fonte | La Stampa