Finmeccanica, Scajola: tangenti? Se sì a mia insaputa

L’ex ministro Claudio Scajola si difende: “fuoco amico. Se ci sono state tangenti a mia insaputa, da ministro promuovevo le aziende italiane in missioni internazionali”.

L’ex ministro Claudio Scajola si difende dalle colonne del Messaggero e della Stampa dall’ultima inchiesta, quella su Finmeccanica, che lo vede indagato per l’ipotesi di reato di corruzione internazionale insieme ad altre tre persone. Il suo consulente per l’internazionalizzazione quando era ministro dello Sviluppo, il presidente di Confindustria Napoli e il manager di Finmeccanica Pozzessere.

Al centro dell’inchiesta ci sono le forniture di armamenti ed elicotteri che la holding ha venduto ai governi di Brasile e Panama. Commesse dietro cui, secondo i pm di Napoli, si nasconderebbero mazzette. In particolare l’indagine riguarda una presunta mega tangente da circa 500 milioni per la fornitura di 11 fregate militari al governo brasiliano.

Gli inquirenti in merito hanno raccolto anche le dichiarazioni di un ex dirigente di Finmeccanica che avrebbe parlato di una tangente applicata su quella fornitura pari all’11% della commessa che era di 5 miliardi di euro.

Scajola oggi alla Stampa ha detto che se mazzetta c’è stata, è avvenuto a sua insaputa. Perché un ministro della Repubblica:

“non può sapere quali siano le strategie delle aziende”.


E su Valter Lavitola, che a Panama era di casa e che nell’aprile scorso venne arrestato con l’accusa di corruzione internazionale, l’ex ministro dello Sviluppo economico del 4° governo Berlusconi precisa:

“Non l’ho mai incontrato in occasione di missioni internazionali per l’industria italiana. L’ho incontrato come possibile candidato alle elezioni 2001 ma poi non lo candidammo”.

Al quotidiano romano invece Scajola ha dichiarato di essere amareggiato ma sereno e che crede di poter essere vittima di fuoco amico:

“Sono pronto a chiarire e non accetto strumentalizzazioni politiche, i processi si fanno nelle sedi giuste”; “in questo momento girano molti veleni e negli anni ho constatato come tanti veleni provengano dal fuoco amico. Non credo a regie ma a un insieme di casualità dove uno se può dà una spinta”.

Foto | © Getty Images

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