Schwazer: “Mi dissero di doparmi, informai Carolina”

Ecco le parole dell’ex marciatore alla Procura Antidoping del Coni, la Kostner si difende: “Mi fidavo di Alex perché lo amavo”

Spuntano i verbali delle audizioni davanti alla Procura Antidoping del Coni di Alex Schwazer e Carolina Kostner. Il marciatore azzurro fu fermato nel 2012 per doping, alla vigilia delle Olimpiadi di Londra ed è stato nuovamente ascoltato lo scorso 20 novembre, in merito alle ultime novità venute fuori dall’inchiesta che sta portando avanti la Procura di Bolzano. Il ‘Corriere della Sera’ è entrato in possesso di alcuni stralci dei verbali redatti dall’Antidoping del Coni e ne riporta i passi salienti. Si tratta in tutto di 37 pagine, nelle quali Schwazer fa i nomi di altri atleti e afferma che l’allora fidanzata, la pattinatrice Carolina Kostner, fosse al corrente, ma che avesse tentato comunque di dissuaderlo.

La posizione della Kostner, però, rimane comunque molto delicata e dopo essere stata deferita, rischia quattro anni di squalifica per aver “coperto” l’allora fidanzato Schwazer. Il marciatore, puntualizza egli stesso durante la deposizione davanti alla Procura Antidoping, fece tutto da solo:

“Decisi di andare in Turchia perché i miei colleghi Borchin, Kanaykin e Morozov mi dissero che facevano uso di sostanze dopanti (…). Mi dissero di diventare russo per avere un’assistenza a 360 gradi, incluso il doping. Io raccontai la cosa alla mia fidanzata, a Didoni e Fiorella. Carolina mi disse di lasciar perdere quello che facevano gli altri e di concentrarmi su me stesso”.

Una volta a casa con Carolina, Schwazer nascose in frigo alcuni farmaci dopanti, ingannando sostanzialmente la compagna, parlandole di vitamine. La Kostner, tra l’altro, ha confermato a Bolzano l’uso da parte del marciatore di uno strano marchingegno acquistato su Internet e tramite il quale respirava nel sonno:

“Io dissi una bugia da subito – continua Alex Schwazer – dicendo che questa vitamina B12 doveva essere conservata in frigo. Lei si fidò di quello che avevo detto”.

alex schwazer

Sono, invece, 19 le pagine del verbale redatto durante la deposizione di Carolina Costner, che durante il periodo in cui convivevano, mentì agli ispettori Wada affermando che Schwazer fosse a Racines, ossia il luogo che aveva indicato ufficialmente per i controlli a sorpresa:

“Credo fossero le 7 di mattina – racconta la pattinatrice – , eravamo in cucina, stavamo facendo colazione… Fu Alex a dirmi che forse erano i Dco (la Wada, ndr). (…) Mi disse di dire che era a Racines in quanto aveva dato la sua disponibilità lì (…) Uscii dal mio appartamento sul pianerottolo (…) risposi che Alex non era in casa mia ma a casa sua (…). Non ricordo che dissi ad Alex di temere ripercussioni sulla mia persona (…). Non ho riflettuto e mi sono fidata della persona che amavo”.

Lo stesso giorno Schwazer si sottopose al controllo antidoping di routine e per la Kostner il caso si chiuse lì:

“Non denunciai l’accaduto perché ritenevo che l’aver comunque fatto il controllo antidoping avesse reso inutile parlare del mancato controllo”.

Quanto agli altri atleti, dalle parole di Schwazer potrebbero sorgere ripercussioni nei confronti di alcuni ciclisti, che l’ex marciatore associa a Michele Ferrari, il medico inibito:

“Vidi personalmente Garzelli, Masciarelli Francesco e Bertagnolli in albergo in quei giorni (…). Tra novembre 2009 e dicembre 2010 andai a Ferrara per un test. Ferrari ricevette una telefonata da Enrico Franzoi (campione del mondo di ciclocross Under 23). Anche dopo il test lui mi riparlò di questo Franzoi”.

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