Ingroia, mafia: “rischio nuovi attentati, analogie con il ’92”

“Il rischio di nuovi attentati? Ci sono molte analogie con il ’92” dice Antonio Ingroia. E sulla trattativa Stato-mafia: “per arrivare alla verità occorre la massima coesione”.

di remar

Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della DDA di Palermo, mette in guardia. Il magistrato, in procinto di assumere l’incarico assegnatogli dall’ONU in Guatemala, dove andrà a contrastare i signori del narcotraffico, vede molte anologie tra il momento attuale e il 1992. L’anno delle stragi di Capaci e via D’Amelio quando vennero uccisi prima il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della scorta e dopo due mesi il giudice Paolo Borsellino, insieme a cinque agenti della sua scorta.

Intervenendo ieri sera a Castellana Sicula il magistrato antimafia ha detto:

Il rischio di nuovi attentati? Ci sono molte analogie tra il momento attuale e il ’92, la differenza è che non sussiste quel detonatore che fu la sentenza della Cassazione sul maxiprocesso. Ma il rischio c’è perchè le organizzazioni criminali, anche se fortemente indebolite, hanno un’efficienza sul territorio notevole.

E poi sulle polemiche in merito all’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia – con il Capo dello Stato che ha fatto ricorso alla Corte costituzionale in merito alle sue conversazioni intercettate con Nicola Mancino, l’ex ministro dell’Interno indagato – Ingroia ha aggiunto:

Non giova a nessuno un clima di conflittualità interno alle istituzioni.

Secondo Ingroia se si vuole cercare di ricostruire…

il periodo più buio della nostra storia, occorre la massima coesione e ciascun protagonista che è dentro le istituzioni, anche se esprime la critica più aspra, deve rimanere dentro le istituzioni senza perdere di vista l’obiettivo.

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