Basket NBA: Jason Collins si ritira, è stato il primo giocatore apertamente gay

Il primo giocatore ad annunciare apertamente la sua omosessualità ha deciso di ritirarsi: “Padre Tempo non si può sconfiggere”.

Jason Collins dice basta ed appende le scarpe al chiodo. Tanti si chiederanno chi è, visto che non è uno dei fuoriclasse sul parquet NBA ed il nome potrebbe non dire molto, ma lo è stato fuori dal campo, quando ha deciso di rompere un tabù e di annunciare al mondo di essere omosessuale. Il 29 aprile 2013 fece coming out e diventò il primo giocatore della storia dei quattro principali sport professionistici americani a dichiararsi apertamente gay, con un articolo scritto su Sports Illustrated: “Sono un centro NBA di 34 anni, sono nero e sono gay”.

Parole che l’hanno fatto diventare un simbolo, non solo per il basket americano, ma anche oltre i confini della pallacanestro e degli Stati Uniti. Un’altra lettera lunghissima, questa volta pubblicata su The Players Tribune, per spiegare i motivi dell’addio e per raccontare un po’ la sua storia, fatta di numerosi momenti difficili, soprattutto prima di rendere pubblica la sua omosessualità. Molte volte i compagni gli chiedevano perché non lo vedevano mai con una donna e doveva inventarsi storie o depistare, per mantenere il suo segreto.

Il lockout del 2011 ha dato una svolta alla sua vita: ha deciso di comunicare la notizia ai suoi cari, iniziando a liberarsi di un peso, trovando nel fratello Jarron un grande supporto. Due anni più tardi, un’altra decisione, ancora più difficile, di comunicarla al mondo esterno. Ed oggi è felicissimo di quella scelta: “Sono stati i miei momenti migliori nell’NBA, non mi sono mai sentito così bene sia a livello fisico che psicologico”. Ora ha deciso di fermarsi, “Padre Tempo non si può sconfiggere”, dopo 735 partite giocate, 2 finali e 10 stagioni chiuse ai playoff. Ma soprattutto con il coraggio di sfondare una porta, apparentemente inviolabile.

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