L’angolino della procedura: L’incidente probatorio

Oggi parliamo dell’ incidente probatorio, un concetto che ricorre con frequenza nei telegiornali e nei popolari talk-show serali, fra cui quello del nostro attuale “ministro della giustizia de facto” Bruno Vespa. L’incidente probatorio è una deroga al normale meccanismo di formazione della prova, perchè non avviene davanti al giudice nella fase dibattimentale (che segue il

di jacopo

Oggi parliamo dell’ incidente probatorio, un concetto che ricorre con frequenza nei telegiornali e nei popolari talk-show serali, fra cui quello del nostro attuale “ministro della giustizia de facto” Bruno Vespa. L’incidente probatorio è una deroga al normale meccanismo di formazione della prova, perchè non avviene davanti al giudice nella fase dibattimentale (che segue il rinvio al giudizio disposto dal GUP su istanza del PM), ma avviene nella fase delle indagini preliminari, ovvero quella fase in cui bisogna valutare se ci sono quei presupposti per esercitare l’azione penale e quindi per celebrare un processo secondo il rito ordinario.

La possibilità di formare la prova durante questa fase preliminare risponde all’esigenza di assicurare quelle fonti di prova che rischiano di non arrivare fino alla fase del dibattimento (che può svolgersi anche a distanza di anni!), o di arrivarvi inquinate, quindi più in generale si dispone l’incidente probatorio se si valuta l’irripetibilità della prova.

Per fare qualche esempio, si usa l’incidente probatorio se si vuole assumere la testimonianza di un testimone che ha pochi giorni di vita; se si suppone che il testimone possa essere sottoposto a minacce per non dire il vero; nei casi in cui c’è del dna da prelevare, per tutte le altre perizie che possono subire un deterioramento nel tempo. Diciamo che possiamo ricondurre a tre categorie concettuali le ipotesi in cui si può disporre l’incidente probatorio: prove esposte ad inquinamento, a deterioramento, prove le cui modalità di acquisizione appaiono incompatibili con i tempi del dibattimento.

Ciò che quindi si prospetta può essere il rischio di tornare a una fase preliminare con forti caratteri istruttorii, avvicinandosi ad un modello processuale di tipo inquisitorio? La risposta è no, perchè i casi in cui il pm può chiedere l’incidente probatorio sono tassativamente elencati dal codice, e non lasciano quello spazio discrezionale in cui rischierebbe di insinuarsi un pericolo verso il rispetto del principio del contraddittorio e dell’immediatezza della formazione della prova; inoltre le garanzie sono date comunque dalla presenza di un giudice che si pone come delegato del giudice collegiale (quindi non monocratico, ovvero non decide da solo).

Riferimenti agli articoli 392 ss. del codice di procedura penale.

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