D’Alema come Veltroni? Non si candiderà “solo se vince Bersani”, con Renzi sarà battaglia

Massimo D’Alema potrebbe non candidarsi alle prossime elezioni politiche. Lui, che nel parlamento siede dal 1987, potrebbe seguire le orme dell’antico rivale Walter Veltroni, ma ad una condizione: che Pierluigi Bersani vinca le primarie e sia il candidato del PD alla presidenza del consiglio. A dispetto dello scontro a distanza delle ultime 36 ore D’Alema

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Massimo D’Alema potrebbe non candidarsi alle prossime elezioni politiche. Lui, che nel parlamento siede dal 1987, potrebbe seguire le orme dell’antico rivale Walter Veltroni, ma ad una condizione: che Pierluigi Bersani vinca le primarie e sia il candidato del PD alla presidenza del consiglio. A dispetto dello scontro a distanza delle ultime 36 ore D’Alema è un convinto sostenitore del segretario del Partito Democratico. Eppure sembrava che i due stessero litigando. L’ex presidente del consiglio, primo ex comunista ad assumere l’incarico, aveva detto: “Mi ricandiderò solo se me lo chiede il partito“. Bersani gli aveva risposto: “Il partito non chiede a nessuno di candidarsi, dovrà chiedere lui una deroga“.

Così è stato lo stesso D’Alema a chiarire in maniera definitiva la sua posizione durante la puntata di Otto e Mezzo su La7, sgombrando il campo sul un possibile contrasto con il segretario e spiegando che il vero nemico, politico, del nostro immarcescibile “Baffino” è un altro: Matteo Renzi.

Se vince Bersani non chiederò deroghe, in quel caso lui sa che dispone del posto in lista che fu mio, ma se le primarie le vincerà Renzi sarà scontro, sarà scontro politico. Per lui sono pronto a dare battaglia. La sua vittoria sarebbe origine di divisione. Fa parte della nomenklatura, è stato presidente della Provincia. Semmai è Grillo il vero rottamatore.

Sia chiaro, D’Alema continuerà a fare politica, ma con un incarico extra parlamentare (tanto il vitalizio lo attende) anche se Bersani dovesse trionfare nelle primarie:

Quando Bersani dice che D’Alema è una persona che sta con me sul rinnovamento lo dice perché sa che io sono dispostissimo a lasciare il Parlamento, ma non a porre fine alla mia vita politica. Sostengo Bersani per difendere il mio posto, potrò andare in giro per l’Italia a sostenere la sua candidatura di Bersani. Io rinuncio alla candidatura perché penso che questo mi consenta di fare meglio la battaglia politica. Ho piena fiducia che vinca Bersani e io già mi sento impegnato in un incarico extraparlamentare.

Chissà quanti potenziali sostenitori di Renzi voteranno Bersani per “liberarsi di D’Alema”, quanti simpatizzanti bersaniani passeranno dalla parte del sindaco di Firenze pur di non essere accomunati a D’Alema e quanti, molto semplicemente, se ne fregheranno.

Foto | © Getty Images

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