Winch, ovvero: il verricello per fare surf ovunque

E’ il sogno di tutti i “riders”: rendere qualsiasi spot surfabile. I primi timidi tentativi sono già stati fatti utilizzando diversi espedienti, ma adesso sembra proprio che tutti abbiamo in mente la stessa cosa: il verricello. L’idea si può applicare a qualunque sport con la tavola: wakeboard, wakeskate, skimboard, snowboard, surf, sci e chi più

E’ il sogno di tutti i “riders”: rendere qualsiasi spot surfabile. I primi timidi tentativi sono già stati fatti utilizzando diversi espedienti, ma adesso sembra proprio che tutti abbiamo in mente la stessa cosa: il verricello.

L’idea si può applicare a qualunque sport con la tavola: wakeboard, wakeskate, skimboard, snowboard, surf, sci e chi più ne ha più ne metta. Se non lo avete ancora capito si tratta di farsi trainare da un verricello elettrico in grado di avvolgere una fune intorno ad un cilindro orizzontale (tamburo) con una certa velocità e forza.

Tale sistema è stato già usato dall’olandese Duncan Zuur per surfare in Piazza San Marco a Venezia con il suo wakeboard in un giorno di acqua alta. Nel post in cui parlavamo di teleski con il wakeboard, avevamo suggerito un modo per ridurre i costi del traino, ma la soluzione fa felice solo chi si trova spesso dalle parti dell’Idroscalo di Milano.

Questa volta invece, a fronte di un consistente investimento iniziale, qualunque posto è perfetto per il vostro surf spot fai da te. Il buonsenso è ovviamente d’obbligo e quindi non ci verrà mai in mente, ad esempio, di provare il nostro nuovo verricello il 15 agosto sulle super affolate spiaggie della riviera romagnola.

A Messina, una ditta nota con il nome di “WinchSicilia” progetta e realizza verricelli dal 2006. L’adattamento per il particolare utilizzo “sportivo” è sicuramente un oggetto che farà storcere la bocca a molti, ma la disponibilità a realizzare verricelli su specifiche direttive del cliente da parte di WinchSicilia, fa capire quanto l’artigianalità del prodotto, che trapela anche dal sito, che è su myspace, sia una peculiarità voluta. Si può scegliere di accoppiare al tamburo un motore da 8 cavalli Briggs and Stratton (quelli che di solito equipaggiano gli strumenti da giardino come motozzappe o simili) oppure uno da 13 realizzato da un’azienda italiana.

In entrambi i casi, la forza di avvolgimento consente di realizzare partenze in acqua profonda e di trainare il surfista per più di 600 metri (a seconda del cavo acquistato). Nel video si vede quello che oltreoceano riescono a fare con un verricello (ribattezzato “The Grinch”) e uno skimboard (surf da bagnasciuga). Dalle nostre parti i tentativi sono ancora appannaggio di qualche pioniere della disciplina, ma non credo che passerà molto tempo prima di tornare a parlare del winch e della sua evoluzione.

Vi dico solo che sono testimone oculare dell’installazione di un verricello sulla poppa di un gommone che verrà utilizzato per far decollare….un parapendio! Ve ne parlerò sicuramente molto presto.

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