M5S, Alessandro Di Battista elenca 10 motivi per cacciare Angelino Alfano

Il titolare del Viminale viene definito il “ministro più indecente del governo”.

“Il ministro più indecente del governo” attualmente in carica, “ridicolo”, “mendicante”, “anarchico”, “ribelle”, “inetto”, “soggetto istituzionalmente pericoloso”: sono questi alcune delle definizioni appioppate al ministro dell’Interno Angelino Alfano da parte di Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle, che oggi è intervenuto con un post ad hoc sul blog di Beppe Grillo (che era stato già pubblicato ieri sul suo profilo Facebook).

Il deputato pentastellato ricorda che lui e il suo partito hanno presentato diverse mozioni di sfiducia nei confronti di Alfano ed elenca dieci motivi per cui il titolare del Viminale andrebbe “cacciato” (e in molti, lo sappiamo, si chiederanno “solo dieci?!”).

Di Battista prima di tutto ricorda che nel 1996 Alfano ha partecipato al matrimonio della figlia del boss della mafia Croce Napoli e che ha prima provato a negare, poi ha ammesso di esserci stato, ma invitato dallo sposo. Poi vengono rispolverate le dichiarazioni del pentito di mafia Ignazio Gagliardo che nel 2009, in relazione all’inchiesta-bis su Totò Cuffaro, disse che Alfano aveva chiesto l’aiuto a Cosa nostra per avere più voti.

Non si poteva ovviamente non ricordare il Lodo Alfano, una legge incostituzionale e ad personam, fatta apposta per salvare dai suoi processi colui che Di Battista definisce “il pregiudicato di Arcore” (ovviamente il riferimento è a Silvio Berlusconi).

E a proposito di Silvio Berlusconi, come non accennare alla manifestazione di solidarietà dei ministri e deputati dell’allora Pdl dell’11 marzo 2013 sulla scalinata del Tribunale di Milano contro il processo Ruby per il quale Berlusconi è stato condannato in primo grado a sette anni di carcere per concussione e prostituzione minorile. Alfano allora era già ministro dell’Interno e lo era anche quando due mesi dopo ha protestato contro la magistratura a Brescia.

Di Battista ricorda poi che Alfano mantiene nel ruolo di dirigente dell’ufficio Programmazione e rapporti con l’Aia (agenzia che si occupa di accertamenti e riscossioni tributarie) Francesco Sperti, che è indagato per associazione a delinquere per aver favorito la camorra nel riciclaggio di denaro sporco. C’è poi la questione di Maria Mawe, che si era candidata nella provincia autonoma di Bolzano nel Südtiroler Volkspartei dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana in soli 49 giorni e poi altre questioni arci-note come il caso Shalabayeva, deportata con la figlia iim maniera illegale provocando un grave incidente diplomatico, e due fatti ancora più recenti come gli scontri a Tor di Quinto prima della finale di Coppa Italia di calcio in cui è rimasto ferito Ciro Esposito, morto pochi giorni fa dopo oltre un mese di coma, e la rivelazione da parte di Alfano di notizie riservate sul caso Yara che hanno portato all’arresto di Massimo Giuseppe Bossetti.
per quanto riguarda gli scontri di Tor di Quinto, Alfano ha detto alla Camera che il luogo scelto per farvi confluire i tifosi napoletani era giusto, tralasciando, secondo Di Battista, il fatto che a Tor di Quinto invece c’è un’alta concentrazione di occupazioni abusive di terreni e strutture connesse con ambienti dell’estremismo politico e del tifo ultrà più acceso.

In queste ore Di Battista è alle prese con una polemica con i giornali di destra Libero e il Giornale che hanno interpretato un suo discorso sul consumo di carne con la volontà di vietare le bistecche per legge.

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