Siria, Obama promette 500 milioni di dollari ai ribelli

La Casa Bianca chiede ufficialmente al Congresso lo stanziamento dei fondi

Il presidente americano, Barak Obama ha chiesto ufficialmente al Congresso l’autorizzazione a un nuovo stanziamento da 500 milioni di dollari per l’addestramento e l’equipaggiamento dei ribelli siriani moderati.

L’esercito cui si riferisce Obama è solo una delle frange che dilaniano la guerra civile in Siria: da un lato l’esercito regolare di Bashar al-Assad, recentemente riconfermato Presidente, dall’altro l’Isis, lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, il vero obiettivo di Obama, che ha diffuso la jihad oltre i confini siriani, tra gli sciiti iracheni. Oggi a 90km da Baghdad.

Il “terzo incomodo” nella guerra siriana è l’esercito dei ribelli, quello che fu (e che forse è ancora) l’Esercito Siriano Libero, dimenticati nella guerra civile sanguinosa e rivoltante che è la Siria. Il piano della Casa Bianca riguarda in realtà circa 1,5 miliardi di dollari, che sarebbero complessivamente indirizzati nella war on terrorism in Paesi come Siria, Giordania, Libano, Turchia e Iraq.

Tutti grattacapi che sino ad ora Obama non è riuscito a dissipare.

In una nota, la portavoce del Consiglio di sicurezza della Casa Bianca Caitlin Hayden ha spiegato:

“Mentre continuiamo a credere che non ci sia soluzione militare alla crisi e che gli Stati Uniti non dovrebbero mandare soltati americani a combattere in Siria. […] La richiesta segna un altro passo per aiutare i cittadini siriani a difendersi contro gli attacchi del regime, a combattere contro il crescente numero di estremisti come Isil che trovano riparo nella confusione e a prendere nelle loro mani il loro futuro.”

L’aiuto quindi che Washington vorrebbe inviare nella “pacificazione” di quelli che una volta erano la Siria e l’Iraq, e che oggi non si sa più che confini abbia a causa del sangue che scorre lungo quelle terre. Da tre anni Isis si rafforza e si diffonde in Siria ed in Iraq, veloce come la devastazione che ha portato tutto il resto, la “rivoluzione” e la repressione sanguinaria del dittatore, diventata prima guerra civile ed oggi guerra totale.