Caso Pantani: reperti distrutti e un filmato cancellato

Distrutti i reperti anatomici prelevati durante l’autopsia: la Procura di Rimini sostiene sia previsto dal codice penale

Continua a tenere banco il caso della morte di Marco Pantani, ciclista deceduto circa 10 anni fa in una stanza del Residence “Le Rose” a Rimini. Secondo quanto scrive ‘Sportmediaset’, i reperti anatomici prelevati durante l’autopsia dell’ex ciclista, sono stati distrutti dopo l’utilizzo da parte degli inquirenti: si tratta di tessuti prelevati dal corpo di Pantani e sui quali, tramite vetrini o blocchi di paraffina, sono stati effettuati i test nei giorni successivi al decesso, avvenuto nel febbraio del 2004. Dopo essere stati depositati all’Ufficio corpo del reato da parte del dottor Giuseppe Fortuni, colui il quale effettuò l’autopsia su ordine della Procura della Repubblica di Rimini, i reperti sono stati eliminati, come prevederebbe anche la legge.

“La distruzione dei reperti anatomici – fanno sapere dalla Procura di Rimini – è prevista dal codice di procedura penale quando il processo è terminato. Così come in questo caso, si è arrivati dopo 10 anni ad una sentenza di Cassazione”.

La distruzione delle prove è avvenuta poiché, secondo gli inquirenti, la famiglia o i legali di Pantani, non ne hanno richiesto la conservazione in tempi utili. La cosa singolare, però, è che nonostante la sentenza definitiva della Cassazione sia giunta nel 2011, l’eliminazione dei reperti sia avvenuta solo in questo periodo, in cui la famiglia dell’ex campione romagnolo sia riuscita a far riaprire l’inchiesta tramite la rappresentanza legale dell’avvocato De Rensis.

E non è tutto: ricordate il video di 51 minuti girato dalla polizia al primo ingresso nella stanza del residence in cui Pantani è stato trovato morto? Il filmato ha fatto molto discutere per il modo in cui chi è entrato nella stanza si è comportato, contaminando in modo molto evidente la scena del delitto, toccando oggetti un po’ dappertutto. Ebbene, quel video è stato cancellato, ma per fortuna l’avvocato De Rensis, dopo averlo ottenuto dalle forze dell’ordine, aveva provveduto a farne una copia. Il mistero si infittisce, anche perché lo stesso filmato presentava un incognita di fondo: per legge la scena del crimine fa filmata dal primo all’ultimo minuto di sopralluogo, ma nonostante lo stesso fosse durato circa tre ore, il video durava solo 51 minuti.

Settimana dopo settimana, a quanto pare, vengono fuori sempre nuovi risvolti che gettano ulteriori ombre sulla fine di Marco Pantani.