Sel: Vendola riconfermato ma ci sono altri fuoriusciti. Civati: Il Pd fa “azione di convincimento”

Vendola riconfermato dalla direzione, ma arrivano nuove dimissioni. Civati dichiara che alcuni esponenti del suo partito hanno esercitato forti pressioni dentro Sel

Tutto come da copione. Ieri, la direzione di Sinistra Ecologia e Libertà ha respinto le dimissioni di Nichi Vendola, che è stato così riconfermato presidente del partito. Ma la riunione fiume, durata più di quattro ore, non ha riportato unità all’interno di una comunità dilaniata dagli scontri interni. E’ arrivato, infatti, anche l’abbandono del tesoriere Ser­gio Boc­ca­du­tri. Quest’ultimo non transiterà nel gruppo misto, si accomoderà direttamente tra i banchi del Pd, così come hanno già fatto Aiello e Rago­sta.

L’addio di Boccadutri è arrivato a poche ore di distanza da quelli dei deputati Fabio Lavagno, Alessandro Zan e Nazzareno Pilozzi. Siamo così giunti a quota 10 fuoriusciti: Migliore e Fava hanno solo “aperto le danze”.

Vendola prova a reagire e dice ai giornalisti: “Non c’è nessuna notizia di diaspora nel territorio, Sel è viva e rilancia a partire da oggi la propria azione politica” (Via Ansa). Lo scatto di orgoglio, tuttavia, appare tardivo. Da troppo tempo il presidente non ha più in mano la situazione e il rischio che il progetto di Sel possa naufragare rimane concreto.

In direzione, Vendola ha provato a ridettare una linea di marcia: dalla campagna di tesseramento ad un’assemblea nazionale per i primi di luglio, dalla battaglia per gli esodati alle alleanze con il Pd alle regionali nel 2015. E proprio con i democratici non ha usato parole tenere.

La polemica non verte solo sulle “finte” battaglie antiauterity di Renzi e sull’ “inciucio” di governo con Alfano. Quello che più indispettisce Vendola è l’operazione di scouting che starebbero facendo i democratici nel suo partito: “Qualcuno dal Pd sta provando a fare una campagna acquisti ed è meglio che la smetta subito“.

Su questo tema è intervenuto anche Pippo Civati, che si è recato ieri alla festa di Sel a Piazza San Giovanni. Qui il deputato democratico ha risposto alle accuse di coloro i quali lo vorrebbero impegnato nella “ricerca” di parlamentari da altri gruppi, allo scopo di formare il Nuovo Centro Sinistra al senato. “Mi pare che siano stati altri nel Pd a fare questo lavoro“, ha dichiarato.

E alla giornalista di Repubblica, che gli ha chiesto se c’è stata una vera e propria compravendita di parlamentari di Sel, ha risposto ammiccante: “Compravendita è una parolaccia. Ma il Pd ha fatto certamente un’azione di convincimento molto efficace“. Infine, l’antagonista alle primarie di Renzi, ha evidenziato che la sua scelta “è di rimanere nel Pd, ma anche di parlare con Sel“.

Almeno per ora, Civati accantona la sua idea di creare un gruppo autonomo e sceglie di non fare la parte di chi lucra sulle disgrazie altrui. E ci pare una decisione opportuna, visto che i fuoriusciti non manifestano nessuna volontà di imbarcarsi in un’altra esperienza politica di carattere minoritario. Il loro obiettivo pare essere piuttosto quello ritagliarsi uno spazio di sopravvivenza nella prossima legislatura o altrove. Basti guardare a Gennaro Migliore, che ha già fatto capire di essere disponibile a candidarsi a sindaco di Napoli per il Pd.

I Video di Blogo

Razzismo sul treno Milano-Verona: il video di una passeggera