Elezioni in Libia: si vota per il Parlamento, aperti i seggi

Aperti i seggi in Libia: si vota per il Parlamento. Ci sono 1.714 candidati.

Si sono puntualmente aperti i seggi, questa mattina, in Libia. Si vota per eleggere il nuovo Parlamento, che sostituirà l’attuale Congresso generale nazionale, eletto ormai quasi due anni fa (nel luglio del 2012) nel corso delle prime votazioni libere nella storia del Paese. Si sono iscritti un milione e mezzo di libici, meno della metà rispetto ai quasi tre milioni e mezzo di aventi diritto. L’affluenza, al momento, è effettivamente molto bassa.

I seggi chiuderanno alle 20 locali. Verranno scelti in 200, che formeranno la Camera dei Rappresentanti. A quest’ultima spetterà il compito di organizzare le elezioni presidenziali, ultima tappa nel processo di transizione dopo la fine della dittatura di Gheddafi. Tantissimi i candidati per il Parlamento, ben 1.714, ma solo 152 donne (32 seggi sono riservati a loro ed è una novità non da poco).

Tutti i candidati si sono presentati come indipendenti, visto che l’attuale legge elettorale non permette la presentazione di liste collegate ai partiti. Emad al-Sayeh, presidente della Commissione elettorale, ha spiegato che tutte le procedure per la preparazione delle elezioni sono state portate a termine con successo e che sono state predisposte misure di sicurezza sufficienti per garantire che il voto si svolga senza incidenti.

Ci sono però forti dubbi sulla regolarità del voto nel sud e nell’est del Paese, in gran parte fuori dal controllo dello stato centrale. Entro una settimana dovrebbero arrivare i risultati preliminari. Intanto, gli Stati Uniti hanno intensificato tutte le misure di sicurezza sia per le rappresentanze diplomatiche, sia per gli interessi commerciali. C’è apprensione per la possibilità che alcuni gruppi sovversivi cerchino di vendicarsi per l’arresto avvenuto una settimana fa di Ahmed Abu Khatallah, sospettato di essere responsabile dell’attacco al consolato americano di Bengasi.