Yara Gambirasio: nuove indagini su Fikri

il Gip ha disposto una nuova traduzione della telefonata che a dicembre 2010 aveva fatto finire Mohammed Fikri in carcere.

di remar

L’attesa archiviazione alla fine non è arrivata. Il Gip di Bergamo Ezia Maccora ha disposto nuove accertamenti sulla posizione di Mohammed Fikri, il giovane già finito in carcere e poi rimesso in libertà nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre del 2010 a Brembate Sopra e trovata cadavere tre mesi dopo poco in un campo di Chignolo d’Isola, sempre nel bergamasco.

Cosa c’è di nuovo? In realtà non ci sarebbe nessun nuovo elemento. Gli inquirenti avranno altri sei mesi per il supplemento di indagini chiesto dai genitori di Yara. Gli accertamenti riguarderanno di nuovo la traduzione della famosa telefonata che aveva portato Fikri in carcere. Tradotta inizialmente con:

“Allah mi perdoni, non l’ho uccisa io”

nella conversazione in realtà Fikri parlava di lavoro, di un credito che avanzava, a detta di altri interpreti convocati dai magistrati.

Un’errore di traduzione. Fikri era stato scarcerato poco dopo l’arresto e aveva deciso di chiedere i danni. Ora il Gip ha disposto una nuova traduzione della telefonata che deve essere fatta da persone competenti e connazionali dell’unico indagato per l’omicidio.

Il gip ha anche disposto l’acquisizione del procedimento di comparazione del Dna di Fikri con quello ritrovato sul cadavere di Yara (che ha dato esito negativo) e ha voluto che nel fascicolo riguardante Fikri fosse compresa la relazione del Ris per capire come è stato estratto il Dna sul corpo di Yara. Stasera del caso si parlerà a Quarto Grado, che Crimeblog seguirà, come al solito, live.

Foto | ©TMNews

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