Renzi chiede 1000 giorni. Gli italiani vogliono 1000 euro (al mese)

La parola “entro” è quella che regge il sistema Italia, soprattutto è quella cui si appella la politica – premier e governo innanzi tutto – per legittimare se stessa, continuare a tirare a campare e a illudere i cittadini.

Il Renzi premier-segretario che aggiunge disinvoltamente uno zero al “suo tempo” delle riforme, passando come niente fosse dai 100 giorni ai 1000 giorni per lasciare un segno del cambiamento in questo Paese che ha bisogno di svolta decisa “qui e adesso”, lascia, oltre che l’amaro in bocca, delusione e sfiducia nella possibilità reale che l’Italia cambi passo e senso di marcia. Prima l’annuncio di una riforma al mese, poi, dopo continui rinvii, si chiede il tempo lungo – 1000 giorni – per dimostrare di esserci, soprattutto per poter continuare ad esserci, al potere, almeno per altri tre anni.

Scherziamo? Non stiamo tornando pari pari al “Ghe pensi mi” dei grandi annunci seguiti dai grandi vuoti, alla demagogia populista che alla fine (dopo un altro ventennio?) cercherà di incolpare altri per i propri fallimenti? Si dirà, presto, che il 40 per cento e passa dei voti delle Europee non incide sulla composizione di un Parlamento figlio di una precedente stagione politica. Se questo è l’appiglio Renzi guardi in faccia gli italiani portandoli di nuovo alle urne, per quella legittimazione democratica che sembra ancora oggi mancare e pesare sulle scelte politiche e istituzionali.

I detrattori di Renzi sono rinchiusi nel fortino del “no a prescindere”, qualsiasi cosa che il premier fa non va bene. Ma qui il punto è un altro: che fa davvero Renzi? Che fa davvero questo governo? Le (poche) riforme si incartano su se stesse, isolate, contraddittorie, fuori da un disegno di strategia politica capace davvero di schiodare l’Italia da questa melma.

In questo quadro, come cartina del tornasole per la “qualità” e la credibilità del governo italiano, si pone la questione centrale dell’Europa. Renzi fa bene a chiedere al parlamento il mandato per fare una politica europea diversa, non per andare “con il cappello in mano” in Europa. L’Europa va difesa contro le logiche disfattiste di Grillo e/o populiste di Berlusconi ma non si difenda più con l’euroretorica, con l’evocazione dei grandi Padri fondatori del passato, con la nostalgia di quello che siamo riusciti a realizzare, una grande area di pace, libertà e democrazia.

L’Europa si difende cambiando profondamente la politica europea. La stabilità è un valore ma la crescita vale quanto la stabilità. Giusto? Giustissimo! Ma per passare dagli slogan alla sostanza politica il governo e la politica italiana devono essere credibili e l’Italia deve dimostrare di essere “a posto”, a cominciare dai conti pubblici, con riforme vere.

E’ possibile questo con tutta la politica nostrana impegnata nel solito gioco del guadagnare tempo, del rinvio, dello scaricabarile, della navigazione a vista, per non parlare del magna magna generale?

matRenzi ha capito l’antifona e chiede tempo, adesso vuole 1000 giorni. Gli italiani si accontentano, non cercano più il “paradiso” promesso da Berlusconi, da Renzi, incassati gli 80 euro, vogliono 1000 euro al mese.