Iraq: Kerry andrà a Bagdad

Imminente il viaggio di John Kerry in Iraq, dove la situazione dei rifugiati rischia di tramutarsi in catastrofe umanitaria.

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Per sbloccare la situazione in Iraq, il segretario americano John Kerry dovrebbe recarsi presto nel Paese mediorientale. Lo hanno indicato fonti parlamentari a Washington, senza precisare alcun dettaglio su questo viaggio. In precedenza, il presidente Barack Obama aveva fatto sapere alla stampa che avrebbe inviato “questo fine settimana” Kerry in Medio Oriente e in Europa per consultazioni sulla crisi in Iraq.

La situazione irachena sta precipitando di ora in ora. La settimana scorsa, i jihadisti dell’Isil, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, hanno conquistato diversi territori, tra cui la seconda città irachena, Mosul, e hanno detto chiaramente di voler marciare sulla capitale Bagdad. Il governo, nel corso del fine settimana, ha peraltro fatto sapere di aver riconquistato due città nelle vicinanze di Bagdad.

Ai piani alti del potere iracheno, la situazione non è meno confusa. Il premier al Maliki – criticato dallo stesso Obama – è stato duramente attaccato anche dall’ayatollah al-Sistani, che ha invitato alla formazione di un governo di unità nazionale che “eviti gli errori del passato”. L’esecutivo iracheno, peraltro, è rimasto deluso dal no di Washington alla richiesta di raid aerei statunitensi immediati.

Con il passare dei giorni, la divisione nel Paese sta facendo aggravare la situazione dei rifugiati. Da Mosul, si calcola che 1.500 persone siano in fuga, ospitate a Khazal. Secondo l’Onu, sarebbero mezzo milione quelle che hanno abbandonato la città dall’offensiva jihadista del 9 giugno scorso. E la situazione nelle prossime ore non può che aggravarsi con una vera e propria emergenza umanitaria.