Ucraina: ecco il piano di pace di Poroshenko

Disarmo e amnistia sono tra i punti principali del piano di pace messo a punto dal presidente ucraino Poroshenko. Ma intanto si continua a combattere.

Un piano di pace lungo 14 punti: è quello stilato dal nuovo presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, per porre fine alla guerriglia separatista filorussa nell’Est del Paese. Uno degli articoli principali del piano riguarda il disarmo: “La garanzia di un salvacondotto per i mercenari russi e ucraini per il ritiro”; altro punto importante è “la decentralizzazione dello Stato e la protezione della lingua russa, tutelata da emendamenti costituzionali”.

La tv Inter, sul suo sito internet, ha pubblicato il piano di pace di Poroshenko, partorito dopo una conversazione telefonica notturna con il presidente russo Vladimir Putin, che ha convocato una riunione di emergenza con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza russa. Lo ha fatto sapere il suo portavoce, Dmitry Peskov: “L’ordine del giorno è stato dominato dalla situazione nel sudest dell’Ucraina”. Putin ha sentito al telefono anche Angela Merkel e Francois Hollande, rispettivamente cancelliera tedesca e presidente francese.

Ma è stata la telefonata con Poroshenko quella principale. Putin, secondo il Cremlino, avrebbe espresso la speranza che l’attuazione del piano di pace si concentri sulla soluzione dei problemi che hanno causato le proteste in Ucraina orientale. Il leader ucraino, da parte sua, ha fatto sapere a Mosca che ordinerà il cessate il fuoco a est e che dichiarerà l’amnistia.

“Una volta che Poroshenko ha illustrato a Putin i punti più importanti del piano di pace, il presidente russo ha espresso una serie di osservazioni, con un focus sulla cessazione immediata delle operazioni militari nelle regioni di Kiev, Lugansk e Donetsk”.

Alla riunione del Consiglio di sicurezza, oggi, erano presenti tutte le più alte cariche dello Stato russo: il primo ministro Dmitry Medvedev, i presidenti di Camera e Senato, il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev, il ministro dell’Interno Vladimir Kolokoltsev, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, il ministro della Difesa Sergei Shoigu, il direttore Servizio di Sicurezza Federale Alexander Bortnikov, il direttore del Foreign Intelligence Service Mikhail Fradkov, il vice segretario del Consiglio di sicurezza Rashid Nurgaliyev e altri.

Purtroppo, nonostante questi passi avanti nella diplomazia tra Russia e Ucraina, bisogna rilevare anche cosa sta accadendo sul campo. Il Cremlino, intanto, continua a minacciare l’Europa: “Ci potrebbero essere implicazioni per i Paesi europei, la loro economia e la loro sicurezza energetica”. Kiev ha chiuso il confine con la Russia, come ha sottolineato il presidente del Parlamento di Kiev, Oleksandr Turchynov.

“Il ministero della Difesa ha riferito che le nostre unità militari sono nell’area di Izvarino per completare le operazioni di chiusura della frontiera”.

Nel piano di pace si parla del controllo delle frontiere che Kiev riprenderà prima di dichiarare il cessate il fuoco. La Russia, da parte sua, questa mattina ha effettuato un test a sorpresa per verificare l’operatività dell’esercito, nel distretto militare centrale, vicino ai confini con l’Ucraina. Lo ha riferito l’agenzia Interfax. Mosca ha fatto sapere di star rinforzando la protezione dei suoi confini con l’Ucraina, escludendo però qualsiasi concentrazione di truppe nell’area, come denunciato invece dalla Nato.

Sono tuttora in corso combattimenti vicino a Sloviansk, con un bilancio di 7 morti e 30 feriti. Sloviansk è la roccaforte separatista nella regione di Donetesk. Secondo Vladislav Selezniov, portavoce delle forze di Kiev, i miliziani uccisi sarebbero addirittura 300. Uno dei leader separatisti, Igor Strelkov, ha in parte confermato queste stime, parlando di gravi perdite tra i suoi uomini.

I Video di Blogo

Video inedito del Daily Mail sull’arresto di George Floyd