Basket NBA: la gara di 44 minuti non convince “Non cambia tanto”

Boston e Brooklyn hanno sperimentato una gara di 44 minuti, anziché i classici 48. Le reazioni non state molto positive a questo test nel campionato NBA.

La scorsa notte è andata in scena la sfida di precampionato NBA tra Brooklyn Nets e Boston Celtics, vinta da quest’ultimi per 95-90. Non una gran notizia, se non si fosse trattato del primo esperimento di partita da 44 minuti, anziché i canonici 48 (per il mondo USA). L’obiettivo di Adam Silver e della lega americana è il tentativo di ridurre lo stress per gli atleti, che stanno causando infortuni a ripetizione nel corso delle ultime stagioni. Rendendo così lo spettacolo meno appetibile e perdendo grandi ed attesi protagonisti.

Come è andato l’esperimento? Non benissimo, a giudicare dalle reazioni di giocatori ed allenatori. Già nei giorni scorsi, si erano detti contrari a questa ipotesi numerosi atleti, tra cui LeBron James e Dirk Nowitzki, sostenendo la necessità di ridurre il numero di gare di stagione regolare, più che di toccare il minutaggio delle stesse. “E’ davvero difficile notare la differenza – ha spiegato Deron Williams, stella di Brooklyn – Si tratta solamente di un minuto per quarto e non ci pensi molto, quando sei sul parquet”.

Più o meno la stessa reazione del suo coach, Lionel Hollins: “Non ci sono grandi cambiamenti, probabilmente i minuti verrebbero ridotti solo per le riserve, non per i titolari”. Non risolvendo così di fatto il problema. L’unico piuttosto positivo è stato Brad Stevens, coach di Boston: “La gara è molto più godibile, con un timeout in meno nel secondo e nel quarto periodo”. Nel complesso, rispetto ad una media di due ore e diciotto minuti, la partita è durata un’ora e cinquantotto. Una riduzione di tempo forse più utile alle televisioni, che ai giocatori.

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