Legge elettorale: Grillo chiede un incontro al Pd. Cosa farà ora Renzi?

Grillo e Casaleggio aprano al dialogo con il Pd sulla riforma della legge elettorale. Ora tocca a Renzi dare un segnale

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio cambiano rotta. In un post uscito questa mattina sul blog dello stesso Grillo, i due co-fondatori del Movimento 5 Stelle mandano un messaggio di apertura a Matteo Renzi. L’idea è quella di avviare un confronto tra pentastellati e Partito Democratico su un nuovo progetto di legge elettorale.

Si legge dal post:

“Sono avvenute due cose che hanno cambiato lo scenario: il M5S ha una legge approvata dai suoi iscritti (e non discussa a porte chiuse in un ufficio del Pd in via del Nazareno) e Renzi è stato legittimato da un voto popolare e non a maggioranza dai soli voti della direzione del Pd. Quindi qualcosa, anzi molto, è cambiato. La legge M5S è di impronta proporzionale, non è stata scritta su misura per farci vincere come è stato per l’Italicum, scritto per farci perdere. E ora? Se Renzi ritiene che la legge M5S possa essere la base per una discussione comune, il cui esito dovrà comunque essere ratificato dagli iscritti al M5S, Renzi batta un colpo. Il M5S risponderà”

Innanzitutto, non possiamo non ravvisare un cambiamento di metodo. Accantonato il sogno di elezioni anticipate, dopo che il M5s ha totalizzato la metà dei voti del Pd alle europee, Grillo e Casaleggio provano a sedersi al tavolo delle riforme. Il proporzionale corretto, deciso dal referendum on line dai sostenitori del movimento, viene definito “la base per una discussione”. Ciò vuol dire che si è conclusa l’epoca delle proposte inemendabili.

Grillo e Casaleggio ci tengono a far sapere, inoltre, che “all’incontro eventuale con il Pd, che speriamo ci sia, parteciperanno i due capigruppo M5s di Camera e Senato, oltre a Danilo Toninelli, estensore tra altri della versione definitiva della legge e Luigi Di Maio come massima rappresentanza istituzionale in Parlamento nel suo ruolo di vicepresidente della Camera“.

Ora la palla passa al premier. Difensore “senza se e senza ma” dell’accordo con Berlusconi sulla legge elettorale, dovrà necessariamente prendere posizione rispetto alla proposta del principale partito di opposizione. E non potrà di certo rifiutarsi di discutere, dopo aver accusato ripetutamente Grillo di essere indisponibile a qualsiasi forma di dialogo.

La svolta di Grillo potrebbe rappresentare un bel grattacapo per Renzi. Si potrebbero creare, infatti, “pericolose convergenze” tra democratici dissidenti e pentastellati, che rischiano di mettere in seria difficoltà il premier. Soprattutto dopo il caso Mineo e l’autosospensione dei 14 senatori.

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