Pantani: un video conferma l’inquinamento delle prove

Un video inedito di 51 minuti, girato nella camera d’albergo in cui è stato trovato morto Marco Pantani, dimostra incuria nella raccolta delle prove

A dieci anni e otto mesi dalla morte di Marco Pantani, la verità sembra ancora molto lontana. La famiglia dell’ex ciclista non si è mai rassegnata, convinta com’è che loro figlio non si sia suicidato, bensì sia stato ucciso da qualcuno, che poi ha architettato una scena di follia all’interno della camera d’albergo presso la quale il ‘Pirata’ è stato trovato senza vita. Dopo il giallo sull’orario del decesso, con il fax del perito che indica un’ora diversa rispetto a quella assodata inizialmente, ora spunta anche un video inedito che confermerebbe la tesi della famiglia Pantani e del suo legale, secondo cui la scena del crimine sia stata contaminata e non tutte le prove siano state raccolte dagli esperti che sono stati chiamati a fare luce sull’accaduto.

Oggi, l’edizione delle 13 di ‘Sportmediaset’ ha mandato in onda uno spezzone di un video inedito: in tutto, il filmato consta di 51 minuti, su un totale di tre ore di sopralluogo nella stanza del Residence Le Rose in cui si trovava Pantani al momento del decesso. Già qui c’è qualcosa che non quadra e la Procura di Rimini, che ha aperto un fascicolo per fare luce sulla morte del ‘Pirata’, vuole vederci chiaro: se il sopralluogo è realmente stato di tre ore, il video dovrebbe avere la stessa durata, altrimenti si potrebbe pensare che sia stato “tagliato”. Perché?

Dallo spezzone del video mostrato dal ‘biscione’ e commentato in studio da Davide De Zan e in collegamento dal generale Garofalo, capo dei Ris di Parma dal 1995 al 2009, emergono dettagli per certi versi inquietanti. Sono passati oltre 10 anni e chiaramente le tecniche per raccogliere le prove sulla scena di un crimine oggi sono più all’avanguardia, ma dal filmato emerge una sostanziale incuria da parte delle persone, dovrebbero essere quattro, che hanno effettuato il primo sopralluogo. Si vedono chiaramente persone che vagano per la stanza senza protezione e toccano un po’ di tutto. Addirittura, qualcuno fa cadere delle posate per terra, che poi non vengono raccolte, ma filmate esattamente così come sono, quasi a voler far sembrare che fossero parte del caos trovato in albergo.

L’elemento che desta più scalpore, però, è una bottiglia d’acqua che potrebbe essere stata usata per far ingerire la cocaina a Pantani: il medico legale chiede di poterla toccare, ma gli dicono di lasciarla così dov’è. Fin qui tutto bene, meglio non contaminare anche quella. Peccato, però, che quella bottiglia non sia stata mai presa in esame per individuare oltre alle evidenti tracce di cocaina, eventuali impronte digitali. Incuria e approssimazione, in definitiva, che gettano nuove nubi sulle indagini effettuate a suo tempo.

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