Presidenza Pd: ecco i nomi in lizza

Chi sarà il prossimo presidente del Partito Democratico?

di andreas

[blogo-video provider_video_id=”h7hfcFYhRN0″ provider=”youtube” title=”De Micheli in corsa per la presidenza del Pd: “Voglio essere utile”” thumb=”” url=”http://www.youtube.com/watch?v=h7hfcFYhRN0″]

Il Partito Democratico si trova nel bel mezzo del caos scatenato dalla riforma del Senato e dalle “epurazioni” decise in commissione per provare a ottenere il via libera alla riforma fortemente voluta da Renzi e quindi nel partito si respira un clima di tensione. Clima all’interno del quale si inserisce il dibattito per la presidenza Pd, che potrebbe sedare gli animi in rivolta della minoranza Pd così come acuire la spaccatura. Tutto dipende, ovviamente, da come andranno le cose e da chi verrà scelto come successore di Gianni Cuperlo.

Si rispetterà la norma non scritta che vuole la presidenza in mano a un esponente “non renziano” o il premier e segretario del Pd deciderà per una prova di forza, che militarizzi il partito? Per il momento la soluzione più probabile sembra quella che vada verso una via di mezzo tra i due estremi, visto che il nome che circola con insistenza è quello di Matteo Orfini, esponente dei giovani turchi del Pd che, sulla carta, dovrebbero essere parte dell’opposizione interna a Renzi, ma che negli ultimi mesi sembrano aver deciso di salire sul carro del vincitore.

Sarebbe quindi una soluzione di facciata, che probabilmente non accontenterebbe chi davvero è parte della minoranza Pd. E quindi, come se ne esce? Innanzitutto, prendendo tempo. Per cui è difficile che già nei prossimi giorni, in corrispondenza dell’assemblea nazionale di partito la questione venga risolta. Nel frattempo si continuano a sondare i nomi, tra i quali emergono altre figure dell’opposizione renziana, come la lettiana Paola De Micheli.

Si cerca però anche la disponibilità di qualche pezzo da novanta del partito, qualcuno che difficilmente potrebbe essere tirato in ballo come esponente di questa o quella corrente. Una figura di alto profilo e sicura popolarità, insomma. Potrebbe essere il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti; oppure il neogovernatore del Piemonte Sergio Chiamparino (che però è di stretta osservanza renziana, il che potrebbe creare qualche malumore). Anche se è evidente a tutti che la soluzione migliore, quella che metterebbe al riparo da ogni polemica, passa da quelli che sono di fatto i due fondatori del Partito Democratico: Romano Prodi e Walter Veltroni.

Se il primo, dopo il celebre tradimento dei 101, è quasi già un miracolo che risulti ancora iscritto al partito – ed è quindi molto difficile che accetti un incarico da presidente – la cosa potrebbe essere più facile per quanto riguarda Veltroni. Ex segretario dei Ds non troppo vicino alle posizioni di Matteo Renzi, è però rispettato da quest’ultimo, che ne ha anche riproposto, portandola a compimento, la vocazione maggioritaria a lungo inseguita. Potrebbe essere la soluzione che accontenta tutti, ma prima bisognerebbe capire cosa ne pensa lui.