Napolitano si dimetterà? Il piano di Renzi per ritardare l’addio

Secondo Repubblica, il premier vorrebbe convincere il Capo dello Stato a restare al suo posto

di guido

Ieri il Capo dello Stato ha ricordato che il suo secondo mandato al Quirinale è “a termine” per accompagnare il percorso delle riforme. Ancora una volta, quindi, Napolitano ha ricordato che non ha alcuna intenzione di rimanere per tutto il settennato (e d’altronde l’anagrafe parla chiaro, in questo senso) e che, come lasciato intendere al suo secondo discorso di insediamento, tutto dipenderà dal percorso delle riforme.

La riforma elettorale, prima di tutto. Napolitano sa che non si può tornare alle urne con il “Consultellum”, ovvero il Porcellum modificato dalla sentenza della Corte Costituzionale, e per questo non scioglierà le Camere. L’Italicum, al netto di qualche aggiustamento, dovrebbe andare in porto anche sull’onda dell'”effetto Renzi” che ha rafforzato il governo. Ma dal 1 luglio comincerà il semestre di presidenza italiana dell’Ue, e Napolitano non ha intenzione di far piombare il paese in una elezione presidenziale che si preannuncia combattuta proprio mentre è alla guida dell’Unione. Da qui le voci, giunte da più parti, secondo cui Napolitano starebbe pensando di dimettersi all’inizio del 2015.

Ma a questo punto si inserisce il piano di Matteo Renzi, riportato da Repubblica di stamane. Il premier, dopo il successo elettorale alle europee, non sembra avere più tanta fretta di tornare alle urne per una legittimazione elettorale: ritiene anzi di poter andare avanti con questo Parlamento, forte di un Pd ricompattato e del possibile appoggio di dissidenti grillini e di Sel che potrebbero puntellare la maggioranza se dovessero venire meno pedine da NCD e dai centristi. Un’occasione d’oro per portare a termine le riforme su cui ha investito, prima tra tutte quella del Senato.

Ma è chiaro che le dimissioni di Napolitano sarebbero un intoppo. Intanto perché la scelta del successore potrebbe causare terremoti interni al Pd e tra gli alleati di governo, mettendo a rischio l’intesa sulle riforme, e in secondo luogo perché il nuovo Capo dello Stato potrebbe decidere di sciogliere le Camere e quindi troncare il processo di riforme avviato da questo Parlamento. Per questo Renzi vorrebbe cercare di convincere Napolitano a rimanere al suo posto senza scadenze. Il sogno sarebbe concludere la legislatura (2018, quindi) ma è chiaro che il Capo dello Stato non sarebbe disposto a un prolungamento del genere. Perciò il premier avrebbe chiesto informalmente a Napolitano di rimanere almeno il tempo per inaugurare l’Expo di Milano, che partirà il 1 maggio 2015. A quel punto, secondo il cronoprogramma di Renzi, dovrebbe essere pronta anche la riforma costituzionale in discussione in questi giorni al Senato, e Napolitano potrebbe promulgarla. In questo modo l’elezione del nuovo Capo dello Stato avverrebbe con le principali riforme già messe in cassaforte.

Per questo però c’è una scadenza: il 29 giugno 2015 Napolitano compirà 90 anni, ed è probabile che quella sia la data ultima entro cui vorrà chiudere il suo secondo mandato al Quirinale.

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