Giro di Pechino, chiamatelo Tour de Smog

Per la prima volta nella storia del ciclismo una gara viene accorciata a causa dell’inquinamento atmosferico

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Nella storia del ciclismo si era già visto di tutto: tappe o corse in linea annullate o accorciate per le botte e le bastonate dei tifosi ai ciclisti, per sassi o chiodi piazzati sulla carreggiata, per incursioni di colonne naziste, per abbondanti nevicate o nubifragi, per proteste del gruppo sulla pericolosità dei tracciati, ma mai, prima di oggi, il motivo di un accorciamento del tracciato era stato l’inquinamento atmosferico. Lo ha ricordato persino il vincitore di tappa Philippe Gilbert, con un tweet.

Poteva capitare solo al Tour of Beijing, corsa fortemente sostenuta dall’Uci per portare il ciclismo d’élite nel paese con il maggior numero di biciclette al mondo. Ma quello fra i cinesi e il mondo del ciclismo professionistico sembra essere un amore non corrisposto: i cinesi continuano a essere piuttosto freddi (a differenza degli scatenatissimi nipponici che hanno un vero e proprio culto per i big del pedale) e i ciclisti contraccambiano con eguale freddezza. Perché dopo una stagione a zonzo per i cinque continenti, l’epilogo in terra asiatica diventa un vero supplizio, non tanto per il percorso, fatto di tappe vallonate e salite pedalabili, quanto per lo smog che nelle città cinesi supera talvolta di 30-40 volte i limiti di guardia delle nostre città.

Questa mattina l’aria a Pechino e dintorni era davvero irrespirabile e si è deciso di accorciare la tappa con arrivo sulla salita di Yanqing da 147,5 a 111 chilometri.

Molti corridori hanno mostrato il loro disappunto sui social network. L’ex iridato Rui Costa ha dichiarato sui Facebook:

È molto difficile respirare qui e il livello di inquinamento è molto al di sopra dell’accettabile, diventando molto pericoloso per noi. Penso sia questa una delle ragioni per cui questa corsa uscirà dal calendario del World Tour a partire dal prossimo anno.

Già, dal 2015 il World Tour tornerà a essere chiuso dal Lombardia, senza l’appendice del… “Tour de Smog”.

Qualcuno in gruppo ha anche trovato il tempo per sdrammatizzare:

Non credo che aprendo la finestra della mia stanza d’hotel avrò la stanza più fresca. Forse la soluzione di Paul Mertens è migliore.

Foto | Twitter