Concordia, Schettino in aula: durante l’inchino estranei alla guardia in plancia

Francesco Schettino saluta giornalisti e fotografi prima di entrare in udienza: terzo giorno di incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia.

di remar

AGGIORNAMENTO 16:58 – Nei video, gli altri due dopo il salto:
Ambrosio alla Capitaneria: “c’è uno squarcio a sinistra”
Schettino dopo l’impatto: “mettete le lance, è calma piatta”
La Concordia sarà rimossa dal Giglio entro l’estate del 2013.

AGGIORNAMENTO 14:42 – La manovra a gomito davanti all’Isola del Giglio, il cosiddetto inchino, fu effettuata dal comandante Schettino alla presenza dell’amica, la ballerina moldava Domnica Cemortan, del commissario di bordo, Manrico Giampedroni e dello chef Ciro Onorato.

Persone che non potevano stare in plancia di comando secondo il codice nautico e secondo quello interno alla Costa, scrivono i periti del gip nella relazione tecnica sul naufragio della Concordia:

“il comandante entra in plancia accompagnato da tre persone estranee alla guardia, contravvenendo a quanto prescritto dalle regole imposte da Costa Crociere. Alle ore 21:34:38 il comandante Francesco Schettino fa ingresso in plancia. (… ) Il titolare della guardia è ancora Ambrosio, in quanto il comandante è semplicemente salito in plancia ma non ha avocato a sé il controllo della manovra”.

Concordia, Schettino in aula per il terzo giorno di udienza

AGGIORNAMENTO 13:17 – Nell’udienza di oggi focalizzata sulle registrazioni audio della scatola nera della Concordia e sulle intercettazioni telefoniche/ambientali di Schettino all’indomani della tragedia c’è anche questa questa conversazione. Dice il comandante a un amico:

“Mi sono fidato della carta e del Polombi. Saluta questo, saluta quello ed ecco qua…Andiamo a salutare il Giglio, andiamo a salutare il Giglio. Stava uno scoglio li sporgente e non l’abbiamo visto e ci siamo andati su. Quello che a me mi fa onore e che abbiamo salvato tutti quanti tranne questi qua, che se non l’avessi fatto”.

“Saluta il Giglio” cioè “l’inchino” costato la vita a 32 persone. Quello che Schettino chiama Palombi è in realtà Mario Palombo, ex comandante della Costa. L’audio della scatola nera, riporta TMNews, ha però svelato che fu Schettino a fare chiamare Palombo dal cameriere di bordo.

AGGIORNAMENTO 12:32 – Secondo il procuratore di Grosseto Francesco Verusio:

“È stata la mano del buon dio a fare avvicinare la Concordia al Giglio dopo l’urto, altro che una manovra fatta da Schettino. Se non c’era quel vento di quella sera la nave si sarebbe capovolta e affondata in un minuto. Non aveva propulsione e i timoni erano bloccati, l’ha salvata solo l’abbrivio”.

Terzo giorno di udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata il 13 gennaio scorso davanti all’isola del Giglio.

L’ex comandante Francesco Schettino, imputato con altre 9 persone per la tragedia, 32 le vittime, anche oggi è in aula a Grosseto. Prima di entrare Schettino ha augurato buon lavoro ai giornalisti e ha pure scherzato con uno fotografo che la aveva chiamato “comandante”, riferisce Tgcom24:

“Vabbuò! Sto bene, non ti preoccupare”


Ieri i periti del gip hanno sostenuto in aula che, a loro avviso, l’urto della nave contro lo scoglio era evitabile e che Schettino sapeva della falla già tre minuti dopo l’impatto.

E nella tarda serata di ieri l’Ansa ha diffuso alcuni contenuti della relazione conclusiva dell’indagine condotta dalle Capitanerie di Porto sul naufragio al Giglio. Un’indagine parallela i cui risultati sono nella mani dei pm grossetani dall’ 8 ottobre. Si legge nella relazione che la Compagnia Costa nonostante fosse la corrente dell’accaduto:

“non si è tempestivamente messa a disposizione”

di chi da terra avrebbe dovuto coordinare i soccorsi. La relazione punta il dito sulla inadempienze del comandante Schettino ma non risparmia la società, nelle persone del direttore dell’unità di crisi Roberto Ferrarini e del vice presidente Manfred Ursprunger.

La Costa secondo quanto si legge nella relazione firmata dal contrammiraglio Ilarione Dell’Anna:

“Dopo esser venuta a conoscenza dal comandante della nave della situazione in atto anche se non completamente rispondente alla reale situazione a bordo ma comunque evidente grave non si è tempestivamente messa a disposizione”.

(in aggiornamento)

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