Paralimpiadi Londra 2012, le proteste dei disabili britannici

Polemiche per la presenza tra gli sponsor della società che determina l’accesso ai sussidi di disabilità in Gran Bretagna.

Non è solo rose, fiori e medaglie, l’attesa per l’inizio della Paralimpiade di Londra. Accanto ai larghi sorrisi per il numero dei partecipanti, l’interesse crescente dei media e i tantissimi biglietti venduti, c’è spazio anche per una polemica di non poco conto.

Al centro delle proteste di molti disabili inglesi c’è Atos, una società francese che fornisce al ministero del Lavoro britannico le valutazioni sui candidati ai sussidi di invalidità. I numerosi casi di responsi risultati poi sbagliati, che hanno comportato tagli alle pensioni di persone davvero bisognose, hanno mandato su tutte le furie le associazioni per i diritti dei diversamente abili.

Già dal maggio scorso, quando si seppe che lo sponsor principale della Paralimpiade sarebbe stato proprio Atos, ci furono manifestazioni e proteste diffuse. Il Comitato Paralimpico britannico però ha sempre difeso lo sponsor e anzi il presidente Sir Phillip Craven si è detto addirittura “onorato” che Atos appoggiasse con grande generosità i Giochi Paralimpici di Londra.

Nuove azioni simboliche sono state annunciate per il 31 agosto, presso il quartier generale della Atos, accusata di intascarsi i 100 milioni di sterline annuali del suo contratto senza far bene il proprio lavoro, ma demandando a un test automatizzato di soli 15 minuti la valutazione di ammissibilità a un istituto così delicato come il sussidio di disabilità.

Si è spesso parlato di questa edizione dei Giochi Paralimpici come i più vicini di sempre alle Olimpiadi, quelli con meno differenze, quelli meno “para” mai organizzati. Sembra proprio che sia così: la Paralimpiade londinese, in fatto di soverchiante potere degli sponsor, è molto “normale”.

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