Il referendum del Movimento 5 Stelle sull’alleanza europea: vince l’Ukip tra le proteste

Concluse le operazioni di voto, tra poco i risultati del referendum M5S sulla collocazione europea.

19.38 Ecco i risultati, vince l’eurogruppo di destra guidato dall’Ukip di Nigel Farage

Votanti 29.584
Gruppo EFD: 23.121
Non iscritti: 3.533
Gruppo ECR: 2.930

10.44 È stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo il via al referendum del Movimento 5 Stelle per decidere a quale gruppo si può aderire. In realtà si tratta di una scelta parecchio limitata, circoscritta all’Efd guidato da Nigel Farage (gruppo euroscettico di destra) e all’Ecr (gruppo euroscettico di destra inglese). C’è poi l’opzione Alde, che nel post viene definito “il gruppo più europeista e federalista esistente al PE, ha espresso una posizione unitaria, la quale tuttavia ha considerato i sette punti per l’Europa del M5S come ‘completamente incompatibili con la loro agenda pro-Europa’ definendo il M5S ‘profondamente anti europeo’ e il suo programma ‘irrealistico e populista’”.

Si vota fino alle 19 ed è possibile votare anche per la collocazione del Movimento 5 Stelle all’interno del gruppo dei Non Iscritti (nel video di presentazione una scelta del genere viene considerata “un suicidio politico”). Ma soprattutto “nel caso la soluzione più votata non sia praticabile, sarà perseguita la successiva più votata“, il che significa che la vera possibilità di decidere sarà, al solito, in mano ai leader M5S.

Via al referendum M5S per la collocazione al Parlamento europeo

Dovrebbe tenersi oggi il referendum del Movimento 5 Stelle per decidere con quale gruppo europeo impostare l’alleanza in Parlamento. Il referendum dovrebbe venire lanciato attorno a mezzogiorno e già si sa che, però, saranno esclusi dal novero delle possibilità i Verdi Europei. Una scelta strana, visto che proprio i Verdi sembrano essere la prima opzione di buona parte degli attivisti M5S (ma va detto che proprio i Verdi hanno di fatto rifiutato l’intesa). E quindi, le varie opzioni dovrebbero contemplare l’Ukip di Nigel Farage (su cui Beppe Grillo conta e con cui ha già un’intesa), un altro gruppo di destra come quello dei Conservatori inglesi, l’Alde e forse una quarta opzione.

In questo modo, e a meno che non ci sia l’opzione “nessuno di questi”, sarà ben difficile per i militanti impedire che il Movimento 5 Stelle si trovi apparentato con la destra inglese di Farage: pensare che il M5S faccia un’alleanza con i liberali europeisti dell’Alde (terza forza al Parlamento europeo) sembra decisamente improbabile, mentre per votare un’alleanza con la destra euroscettica inglese tanto vale votare a favore dell’alleanza con lo Ukip, che sempre destra euroscettica è.

C’è però un problema che si sta facendo largo: per formare un eurogruppo è necessario che questo sia formato da partiti di almeno sette diverse nazionalità. Per il momento il gruppo su cui punta l’Ukip vedrebbe la partecipazione anche di un piccolo partito ceco e di uno svedese. Con il M5S si arriverebbe a quattro. Ma salire fino a quota sette sembra diventare un’impresa sempre più complessa, dal momento che Veri finlandesi, Popolari danesi e Alternativa per la Germania sembrano essere attratti dall’Ecr, mentre i nazionalisti austriaci sembrano pronti ad apparentarsi con il gruppo guidato dal Front National di Marine Le Pen.

Il referendum del M5S sull’alleanza europea

Tra oggi e domani Beppe Grillo lancerà il referendum con cui gli attivisti del Movimento 5 Stelle dovranno decidere con quale eurogruppo creare un’alleanza al Parlamento Europeo. I 17 parlamentari M5S devono infatti trovare qualche sponda europea, in modo da poter contare qualcosa e conquistare i posti che contano nelle varie commissioni in cui risiede buona parte del potere effettivo dell’Europarlamento. Come si sa, la scelta di Grillo & Casaleggio è già stata definita: si tratta di Nigel Farage e dell’Ukip (qui trovate un suo ritratto), partito della destra conservatrice ed euroscettica inglese con al suo interno una buona dose di tratti xenofobi.

E proprio questo ha causato parecchi malumori nel movimento, in cui molti auspicano invece un’alleanza con i Verdi Europei per via delle origini ambientaliste del Movimento 5 Stelle; o meglio: delle origini ambientaliste di buona parte di coloro i quali hanno fondato i primi meet up che sono poi andati a costituire il M5S. E se è vero che con l’Ukip alleato al M5S si arriverebbe a 37 europarlamentari (ma il gruppo Europa della Libertà e della Democrazia si sta ancora costituendo e l’obiettivo è arrivare a 60 parlamentari), è anche vero che i Verdi in Europa (dove, a differenza che in Italia, contano ancora parecchio) hanno già dalla loro 53 seggi e unirsi al M5S li porterebbe all’ottimo risultato di 70 europarlamentari. Resta da vedere se i Verdi, soprattutto quelli tedeschi, vorranno unirsi con un gruppo che viene sempre più percepito come distante.

Inoltre, Grillo incontrerà anche il leader del gruppo classificato da Wikipedia come di “destra populista” di Alternativa per la Germania. Insomma, il leader M5S sembra preferire i gruppi di destra (con i quali è in grado di stringere un accordo); gli attivisti del Movimento 5 Stelle sembrano in buona parte essere orientati verso l’ingresso nei Verdi, che però sembrano essere quanto meno riluttanti. Ma cosa si deciderà con questo referendum? L’argomento è meno banale di quanto sembra, perché le opzioni che verranno inserite sono decisive.

Ci sarà, per esempio, la possibilità di votare in favore di un’alleanza con i Verdi? E se questa opzione vincesse, come si farebbe a “costringere” i Verdi ad accettare un M5S che al momento non sembra essere così benvoluto? Insomma, le incognite sono ancora tante, bisogna aspettare che il tanto atteso referendum esca (sullo stesso blog che sta facendo una campagna spietata a favore di Farage e senza un ente terzo che controlli i risultati, ma questi sono i problemi di trasparenza “storici” del Movimento 5 Stelle). Nell’attesa, questo articolo del Fatto Quotidiano mette i programmi di M5S, Ukip e Verdi a confronto.