Sciopero Rai, il Garante: “Illegittimo”. I sindacati: “Scioperiamo”

Con un emendamento si potrebbe mantenere l’obbligo di una sede Rai in ogni regione. I sindacati confermano lo sciopero dopo lo stop del Garante

19.58 – Resta confermato lo sciopero di tutti i dipendenti del gruppo Rai, per l’intera durata di ciascun turno di lavoro, su tutto il territorio nazionale, previsto l’11 giugno 2014 e indetto dai principali sindacati dell’emittente contro i tagli da 150 milioni previsti dal decreto Irpef e confermati proprio oggi in commissione al Senato.

I sindacati hanno scritto alla Commissione di garanzia per l’Attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali confermando lo sciopero di martedì prossimo: secondo quanto rende noto un comunicato della Slc-Cgil citato da TmNews “non risulta alle predette organizzazioni che la sigla Usb abbia una consistenza rappresentativa tale da integrare, nella successione degli scioperi dei giorni 11 e 19 giugno, la violazione” cui fa riferimento il Garante”.

Aggiornamento 3 giugno 2014, ore 13.22 – L’Autorità di garanzia sugli scioperi ha emesso poco fa un comunicato stampa nel quale definisce “illegittimo” lo sciopero indetto dai dipendenti Rai per il prossimo 11 giugno:

“L’Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, nel corso della seduta odierna, ha valutato come non conforme alla legge la proclamazione di sciopero dei sindacati dei lavoratori della Rai per il prossimo 11 giugno.
In particolare, la proclamazione non rispetta la regola, ben nota alle organizzazioni sindacali, dell’intervallo di dieci giorni tra due scioperi che insistono sullo stesso settore, considerata, infatti, l’azione di sciopero del sindacato USB prevista per il prossimo 19 giugno e precedentemente comunicata.
L’Autorità ha invitato, pertanto, i Sindacati proclamanti ad adeguarsi a quanto stabilito, anche al fine di non essere oggetto di provvedimenti sanzionatori.”

Nel frattempo questa mattina le commissioni Bilancio e finanze del Senato hanno approvato un emendamento al Dl Irpef che esclude di fatto la Rai dai tagli alle spese operative previsti per le società partecipate dallo Stato.

Anche il segretario generale CGIL Susanna Camusso è intervenuta sullo sciopero Rai, definendo “gravi” le affermazioni di Renzi al Festival dell’Economia di Trento e garantendo il sostegno del sindacato agli scioperanti.

Sciopero Rai: si punta a tutelare le sedi regionali, ma il taglio da 150 milioni resta

Governo e Usigrai provano a trovare un punto d’incontro sulla questione dei tagli alla tv pubblica. Lo sciopero unitario dell’11 giugno al momento resta confermato e domani l’Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici ne valuterà la legittimità, intanto l’esecutivo guidato da Matteo Renzi sta pensando a una mossa da fare già domani.

In Commissione Bilancio del Senato il governo sarebbe intenzionato a presentare un emendamento che tutelerebbe le sedi regionali della Rai: in pratica resterebbe l’obbligo per la tv di Stato di conservare una propria sede in ogni regione. Tuttavia i tagli restano e dunque si dovrebbe procedere a una radicale organizzazione dell’azienda volta al risparmio.

Di certo domani sarà presentato da Salvatore Margiotta, senatore del Pd e vice presidente della Vigilanza Rai, un emendamento che punta a conservare l’obbligo di una sede Rai per ogni regione, ma il governo dovrebbe rispondere con una riformulazione di tale emendamento conservando sì l’obbligo delle sedi regionali, ma consentendo all’azienda si valutare numero di tecnici e giornalisti in base al budget a disposizione, in modo che si possa risparmiare.

Il viceministro dell’Economia Enrico Morando, invece, ritiene che l’autonomia finanziaria delle sedi regionali garantita per legge sia “una stortura”, pur riconoscendo che il governo è favorevole al mantenimento di una informazione regionale ampia e puntuale. In particolare, ha evidenziato Morando, “l’esecutivo vuole eliminare i vincoli introdotti dalla legge Gasparri che per le sedi regionali fissa per legge l’autonomia finanziaria”.

Morando ha anche insistito sul fatto che il decreto legge Irpef, all’articolo 20, prevede risparmi per tutte le società pubbliche interamente partecipate e per quelle direttamente o indirettamente controllate dallo Stato, che dovranno ridurre i costi operativi del 2,5% quest’anno e del 4% l’anno prossimo. Anche se la Rai è esclusa da questi ulteriori tagli, deve rispettare quello da 150 milioni di cui si è tanto parlato.

Mercoledì 4 giugno alle ore 14 ci sarà l’audizione del presidente Anna Maria Tarantola e del Consiglio di amministrazione Rai davanti alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi televisivi e l’incontro si potrà guardare sulla web tv della Camera dei Deputati.