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Fin, Malagò dopo la squalifica di 16 mesi: “Fatti inesistenti, decisione illogica”

La reazione del numero uno dello sport italiano

di antonio

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La notizia ha colto di sorpresa il diretto interessato e la reazione a caldo non si è fatta attendere. Giovanni Malagò ieri è stato condannato a sedici mesi di squalifica e quindi sospeso da ogni attività della Fin dalla Commissione Disciplinare della Federnuoto, in qualità di numero uno della Canottieri Aniene. Il numero uno dello sport italiano è stato condannato per “mancata lealtà” e “dichiarazioni lesive della reputazione” della federazione in merito a presunte “doppie fatturazioni”. La denuncia del Coni alla Procura della Repubblica di Roma, per una presunta doppia fatturazione per 820mila euro dopo lavori di manutenzione della piscina del Foro Italico, in occasione dei Mondiali di nuoto, ha generato lo scontro tra Malagò e Barelli.

Il dissidio tra le due cariche sportive è nato con le divergenze sui meriti della buona riuscita dei Mondiali di Roma ed è esploso con le parole pronunciate da Malagò nel corso della Giunta del Coni dello scorso 4 marzo, sempre relative all’ipotetica truffa sulla piscina olimpica romana, che hanno portato alla squalifica della Fin decisa qualche ora fa. Le stoccate tra Malagò e Barelli, in realtà, sono continuate anche nei mesi scorsi: dopo gli ultimi Mondiali di Nuoto il sito della Fin ha pubblicato un comunicato sarcastico (“10 giorni, 18 medaglie e il telefono ancora non squilla”).

La sentenza rischia di creare un curioso precedente in cui un organo sportivo (la Fin) disconosce la decisione del Collegio di Garanzia dello sport. Ecco le parole di Malagò dopo aver appreso della squalifica della Federnuoto:

“E’ il trionfo dell’illogicità. Mi è stato attribuito un fatto inesistente e per questo sono stato condannato dal primo grado della giustizia sportiva della Fin. La decisione conferma ancora una volta che è stato necessario riformare il codice della giustizia sportiva perché questo fosse realmente rispettoso di quei princìpi che regolano l’ordinamento dello sport. Non a caso su 75 componenti, l’unico voto contrario in Consiglio nazionale su questa delibera è stato del presidente della Federazione italiana nuoto. La cosa più sorprendente tuttavia è che la Commissione disciplinare della Fin, assumendosene la responsabilità, abbia disconosciuto una recente decisione dell’intera Giunta nazionale del Coni che aveva indicato nel Collegio di Garanzia dello sport, che è la “Cassazione dello Sport”, l’autorità massima alla quale richiedere un parere. Parere che esplicitamente escludeva la titolarità in capo alla Commissione disciplinare della Federazione italiana nuoto. Il rapporto con Barelli? Semplicemente inesistente”.

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