“Renzi gira con il jet privato”

L’accusa è di Massimo D’Alema

di andreas

Aggiornamento ore 12.46Renzi replica alle accuse di Massimo D’Alema: “E’ vero che ho preso un aereo privato ma è vero che ho pagato di tasca mia un volo per interrompere la campagna elettorale per andare al funerale di Piero Luigi Vigna, che per me è un pezzo di storia di Firenze oltre che essere stato il mio consigliere per la sicurezza. Non avevo altra possibilita’ che i quaranta minuti di volo, dichiarando però in modo chiaro che me lo sono pagato io, non attraverso strani giochetti o altro”.

Lo stato maggiore del Pd che ha deciso di provare a fare terra bruciata attorno a Renzi (buona fortuna) ha trovato il suo cavallo di battaglia: il sindaco di Firenze è pieno di soldi, li prende dall’estero e ha amicizie pericolose. Dopo le accuse dell’ex tesoriere dei Ds Sposetti, ci si mette anche Massimo D’Alema. Che non solo accusa dalle colonne della Stampa (qui l’articolo in pdf) che Renzi prenda soldi dall’estero (e per l’esattezza dagli Stati Uniti), ma anche che giri con il jet privato per l’Italia salendo sul camper solo all’ultimo minuto.

Ma come? Gira con il jet per spostarsi nei comuni d’Italia? Se davvero Renzi stesse mantendendo la promessa di “tornare a Firenze ogni giorno” non avrebbe molta scelta, finora, però, tutti avevano dato per scontato che quella fosse una balla, ma che fosse vera almeno la storia del camper. Eh no, stando alle parole del lìder maximo – che vede Renzi, ricambiato, come il fumo negli occhi – altro che rottamatore: quello gira in jet e prende soldi dagli States. Come ha scritto Mentana su Twitter: “D’Alema attacca Renzi con gli argomenti usati da Berlinguer con Craxi”. Queste le parole dell’ex premier:

“La settimana scorsa Renzi è andato a Sulmona. Sapete come? Jet privato da Ciampino, poi una Mercedes… In camper c’è salito alle porte di Sulmona: ma quando è arrivato in piazza, tutti ad applaudire il giovane ribelle che “altro che auto blu, lui viaggia in camper”. Non lo ha scritto nessuno che si muove così. Anzi no, sbaglio: lo ha scritto “Repubblica”. Ma in cronaca di Firenze. Ora leggo che è finanziato, addirittura dall’America, da Paolo Fresco… Che altro dire?”

L’elenco degli amici di Renzi si allunga con l’aggiunta di Paolo Fresco (ex ad di Fiat, ex di Capitalia, ex General Electric). Ma le presunte amicizie pericolose del Sindaco sono già tante, tra nomi probabili e alcuni impossibili: Mitt Romney e i repubblicani, Netanyahu e Israele, Marco Carrai che lo lega a Comune e Liberazione e l’Opus Dei e anche Michael Ledeen, giornalista statunitense che è stato consulente del Sismi e accusato di aver collaborato con la P2 e di essere implicato nello scandalo Iran-Contra, oltre a parecchie altre cose.

Repubblicani, Israele, Cl, Opus Dei per arrivare per via indiretta fino alla P2. Sembra un po’ troppo anche per le straordinarie capacità del ‘rottamatore Renzi’.