Napolitano pronto alle dimissioni? Ecco chi potrebbe succedergli

Il toto-Quirinale inizia con parecchio anticipo sui tempi.

Forse il Movimento 5 Stelle non avrà bisogno di vincere le elezioni europee 2014 per realizzare il sogno di vedere Napolitano rassegnare le dimissioni e concludere con largo anticipo il suo anomalo secondo mandato da presidente della Repubblica (che, ricordiamo, gli è stato chiesto in ginocchio di fare). Che il Capo dello Stato non abbia intenzione di portare a compimento il settennato è cosa che lui stesso ha più volte ribadito – e d’altra parte significherebbe arrivare fino al 2020, quando Napolitano avrà la bellezza di 95 anni – ma non si è mai capito bene con che tempi abbia intenzione di lasciare.

Quello che si sa è che, in qualche modo, la sua permanenza al Quirinale è legata alla legislatura di (più o meno) larghe intese cui lui stesso ha dato vita e di cui si è fatto garante dopo le politiche del 2013. Un legame che, però, è davvero ambiguo: da una parte sembra scontato che nuove elezioni causate da una brusca interruzione di questa legislatura abbiano come conseguenza anche le dimissioni del presidente; dall’altra, nel momento in cui ci fosse una pacificazione vera e propria e la legislatura arrivasse al suo termine, ecco che il suo compito sarebbe esaurito. In entrambi i casi, sembrerebbe, il Capo dello Stato si prepara a lasciare. Quando, esattamente, non lo sa nessuno.

Adesso, però, qualche precisazione in merito inizia a farsi strada. Ne è un esempio quanto scritto oggi da Il Retroscena:

Potrebbe cominciare il conto alla rovescia per le dimissioni del Capo dello Stato, secondo una tempistica ormai più o meno identificata. Un timing che prevederebbe un’uscita di scena tutta racchiusa in un semestre che ha due rigidi paletti. Il primo sarebbe il prossimo discorso di fine anno, alla fine del semestre europeo, durante il quale Napolitano potrebbe annunciare le proprie dimissioni con l’auspicio che le parti politiche ritrovino unità nel rinnovare l’assetto istituzionale. L’altro limite invece è quello dell’ingravescentem aetatem, il giugno del 2015, quando Napolitano compirà il suo 90esimo compleanno. Una data oltre cui non proseguirà in ogni caso il suo mandato. E chi ben conosce le faccende del Colle, sa che tutte le date in mezzo a questa forbice sono da ritenersi assai probabili per le dimissioni.

Non si andrà oltre il 90esimo compleanno, che cade per la precisione il 29 giugno 2015. Ma le dimissioni potrebbero arrivare anche col finire di quest’anno, che coincide con la fine del semestre europeo italiano che tanta importanza riveste per il Quirinale. E se le dimissioni si avvicinano, è inevitabile che inizi a farsi strada anche il toto-Quirinale. Qualche nome in effetti è già uscito: De Benedetti (il patron del gruppo Espresso-Repubblica) ha fatto sapere che il successore potrebbe essere l’attuale sindaco di Torino Piero Fassino, per esempio. Un’ipotesi che non sembra così probabile, anche se non si può mai sapere.

Chi altri? Romano Prodi difficilmente verrà riproposto dopo il “caso dei 101” che l’ha affondato quando ormai sembrava fatta, così come una tardiva riscoperta di Stefano Rodotà sembra altamente improbabile (anche lui ha oltrepassato gli 80, peraltro). Poi ci sono gli evergreen, quello che tornano sempre buoni ma chissà se mai ce la faranno, come Giuliano Amato o Massimo D’Alema. Un nome nuovo, sempre all’interno della sinistra, è quello di Walter Veltroni, mentre per quando riguarda lo schieramento democristiano (a destra ancora nessuno è veramente papabile) si parla di Pierferdinando Casini, che certo sarebbe ben felice della cosa.

E se invece fosse una donna? Da quanto scrive Il Retroscena, è questa l’ipotesi preferita dallo stesso Matteo Renzi. Ma chi allora? Annamaria Cancellieri è fuorigioco per i motivi che tutti sappiamo, Emma Bonino è stata silurata agli Esteri e ha un carattere che poco si concilia con il ruolo. Chi, dunque?

In questo senso, l’ultimo nome che viene fatto circolare per capire l’effetto che fa è quello di Elena Cattaneo, la 52enne accademica milanese che dall’agosto 2013 è stata nominata senatrice a vita dallo stesso Napolitano. E forse non è un caso che la stessa Cattaneo, recentemente si sia anche espressa sulla riforma del Senato, auspicando che tale Camera diventi un ramo delle competenze che possa fare da tramite con le Istituzioni Nazionali, regionali ed Europee. E davanti a una figura giovane, competente, priva di marchi politici, come la prenderebbe Grillo?

Al di là della giovane età (in epoca di rottamazione non ci si pone più problemi del genere), è la poca riconoscibilità della sua figura a lasciare un po’ perplessi. Come molti avevano espresso perplessità per la sua nomina a senatore a vita. Eppure proprio quella nomina potrebbe anche essere stata un viatico pensato apposta per spianarle la strada al Colle.

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