Ecofin di oggi: l’Italia accetta la Tobin Tax

Con il probabile sì dell’Italia, l’Ecofin di oggi potrebbe approvare la Tobin Tax europea

di guido

Aggiornamento: l’Italia ha aderito alla Tobin Tax insieme ad altri 10 paesi. Oltre a quelli sotto elencati, anche Spagna e Slovacchia hanno accettato la proposta franco-tedesca. La Tobin Tax verrà applicata solo nei paesi che l’hanno approvata, quindi non in Gran Bretagna e Svezia (che peraltro l’aveva già sperimentata senza successo negli anni ’80).

Se ne è parlato tanto negli scorsi mesi, della Tobin Tax. La tassa sulle transazioni finanziarie che servirebbe a stabilizzare i mercati valutari era un pallino di Nicolas Sarkozy, che aveva coinvolto Angela Merkel nel dibattito. Nonostante il cambio all’Eliseo, anche con Hollande la Francia ha continuato a spingere all’interno dell’Unione Europea per far approvare la proposta, nonostante la ferma opposizione della Gran Bretagna e i dubbi di Italia e Spagna, e nella riunione di oggi molto probabilmente otterranno il via libera per la nuova imposta.

È stato il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici a dare l’annuncio “saremo in 9”. Occorre infatti il sì di almeno nove paesi per approvare la proposta, e fino a ieri erano in otto: Francia, Germania, Portogallo, Belgio, Slovenia, Austria, Grecia, Estonia. Poi nella notte Moscovici ha avuto una conversazione, definita dall’interessato “simpatica”, con Vittorio Grilli, che molto probabilmente ha assicurato l’appoggio italiano alla Tobin Tax, nonostante in passato il premier Monti si fosse detto favorevole ad introdurla solo se tutti i 27 paesi dell’Ue avessero dato l’assenso.

Cos’è la Tobin Tax? La spiegazione la trovate in questo post, ma in sintesi si tratta di un’imposta sulle transazioni nei mercati valutari con l’obiettivo di frenare le speculazioni a breve termine sui cambi valutari. Secondo chi la propone, sarebbe un modo per stabilizzare i mercati, impedire quelle speculazioni che alla lunga rischiano di mandare in default intere economie, e ricavare anche denaro da reinvestire, senza per questo incidere sul volume delle transazioni (l’aliquota sarebbe molto bassa).

Nettamente contraria alla Tobin Tax è la Gran Bretagna, che nell’ultimo decennio ha ospitato un numero sempre crescente di investimenti e speculazioni, grazie alla decisione di rimanere fuori dall’eurozona pur facendo parte della Ue. Si oppongono alla Tobin Tax anche Svezia e Irlanda. Tra poche ore si saprà se il provvedimento sarà o no varato, ma intanto da parte italiana non è arrivato nessun commento, né di conferma né di smentita, alle indiscrezioni filtrate in mattinata.

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