Beach Rugby – Sulla spiaggia i rugbisti sono sempre Pessimi

Dopo due mesi di sole, spiaggia, musica, mete e placcaggi il chiassoso carrozzone del campionato nazionale di beach rugby si è fermato lo scorso fine settimana sulla spiaggia dell’Isola di Grado, per decretare il campione per l’anno 2010. Come molti si aspettavano, è stato un torneo dal ritmo e dal livello decisamente più elevati dell’anno

Dopo due mesi di sole, spiaggia, musica, mete e placcaggi il chiassoso carrozzone del campionato nazionale di beach rugby si è fermato lo scorso fine settimana sulla spiaggia dell’Isola di Grado, per decretare il campione per l’anno 2010. Come molti si aspettavano, è stato un torneo dal ritmo e dal livello decisamente più elevati dell’anno passato, e anche se il primato dei Pessimi Roma, reduci da una brillante prestazione al torneo internazionale di Lignano, non è stato quasi mai in discussione.

Articolo di Lorenzo Fantoni

Anche l’affluenza di pubblico è stata senza dubbio superiore alla scorsa edizione, gli organizzatori parlano di quasi tremila presenze sugli nell’arco di due giorni, e in effetti a vedere le tre tribune della beach arena di Grado completamente piene per la finalissima e la finale terzo/quarto posto, non è difficile credere a certi numeri. Senza contare tutti quelli che, passeggiando sulla spiaggia, si sono fermati a vedere almeno una partita.
Il merito di questo successo è da attribuire senza dubbio agli organizzatori della Lega Italiana Beach Rugby e di tutte le tappe “satelliti”, che hanno fatto il possibile per riempire il vuoto organizzativo lasciato da Flavio “Rosso” Tonello, che oltre ad essere un individuo estremamente simpatico era anche una fine mente organizzativa. Parlando da giornalista/ giocatore del Master posso dire che l’organizzazione è stata, salvo qualche malinteso personale che nulla toglie al grande lavoro svolto, pressoché impeccabile. Gestire un centinaio di rugbysti e garantire loro vitto, alloggio e divertimento non è facile, ma direi che alla fine della fiera pochi si possono lamentare.
Per quanto riguarda i valori espressi in campo, i gironi erano così composti: un girone A con Daggs Strani Tipi, Paesium, Sick Side Frascati, Sabbie Mobili e Stone Chappels da una parte, ed un girone B con Padova Beach, Pessimi, Molesta Quindicina, Am. Taranto e The Monsters dall’altra. I primi due di ogni gironi avevano accesso diretto alla semifinale mentre le seconde e le terze passavano prima da un quarto di finale. Alla fine della fase a gironi, che a causa di un temporale si è protratta anche nella giornata di domenica, il girone A ha visto vincenti gli Stone Chappels, seguiti da Daggs, Sick Side, Sabbie Mobili e Paesium, mentre nel girone B primo posto si sono piazzati i Pessimi, seguiti da Molesta Quindicina, non più una squadra novità ma comunque sorprendentemente vincenti contro i terzi, ovvero Padova Beach, con Monsters e Amatori Taranto fuori dalle fasi finali.
E mentre Padova superava i Daggs (forse un po’ sottotono rispetto ai tornei precedenti, probabilmente per la, condivisibile, voglia di tornare un gruppo di amici più che una selezione di professionisti) e lasciava fuori dalle prime tre una favorita al titolo, dall’altra parte la Molesta Quindicina metteva in discussione una partita vinta nel primo tempo e la spuntava contro i combattivi Sick Side solo con una meta all’ultimo secondo.
Nelle semifinali la corazzata Pessimi batteva Padova in un match dall’alto tasso tecnico e spettacolare, mentre dall’altra parte Stone Chappels e Molesta Quindicina davano luogo ad un match decisamente meno barocco più duro, che terminava con la vittoria per 4 a 3 dei romani. Purtroppo l’atmosfera mediamente tranquilla che si era conservata fino a quel momento viene guastata da un gestaccio di un giocatore romano alla panchina fiorentina che fa scattare qualche tafferuglio, al termine del quale entrambe le squadre perdono un giocatore per la partita finale.
E così mentre lo scudetto è ormai un affare prettamente romano, anzi direi prettamente dei Pessimi visto che gli Stone Chappels sono una sorta di “giovanile” dei campioni d’italia, Molesta Quindicina e Padova Beach si affrontano per la seconda volta per sapere chi dei due salirà sul terzo gradino del podio.
A questo punto c’è da segnalare un aneddoto particolarmente buffo, roba rugby d’altri tempi. Sapendo che la finalina di consolazione si sarebbe tenuta dopo tre ore i giocatori della Molesta Quindicina si sono recati a pranzare in un ristorante in zona, ignari del fatto che l’organizzazione aveva anticipato le finali per colpa del maltempo. Una volta avvertita dai giudici di gara, tutta la squadra è corsa indietro con il pranzo (e le caraffe di vino) ancora sullo stomaco mentre una beach arena gremita li aspettava impaziente, e nonostante l’evidente mancanza di sobrietà di alcuni sui giocatori, ha giocato e sorprendentemente vinto per 4 a 3 la finale di consolazione, confermando la Molesta Quindicina Firenze al terzo posto della classifica nazionale.
Tutto secondo piani invece nella finalissima, dove i Pessimi hanno controllato dall’inizio alla fine un match già scritto ed hanno alzato meritatamente al cielo per il secondo anno consecutivo la coppa dei campioni d’Italia, consegnata per l’occasione da Dennis Dallan. Non resta che fare le congratulazioni ai giocatori romani, per un progetto concreto e basato su giocatori che provengono tutti dal vivaio laziale ( e se vi sembra poco sappiate che, delle prime della classe, l’unica che utilizza uomini della propria rosa è la Molesta Quindicina, che schiera giocatori di prima e seconda squadra del Firenze Rugby 1931), e all’organizzazione, che con questa idea del beach rugby promuove il nostro sport in giro per l’Italia in una maniera meno seriosa e forse più accattivante del rugby classico.