Afghanistan, rientrano le salme di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis: mesi pericolosi per La Russa

Le salme di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, i due militari che hanno perso la vita a Herat, rientreranno oggi in Italia. Più tardi Ignazio La Russa  riferirà in Parlamento a a seguito anche dell’intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui ha dichiarato che “dal punto di vista del successo militare i terroristi, sul posto,

Le salme di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, i due militari che hanno perso la vita a Herat, rientreranno oggi in Italia. Più tardi Ignazio La Russa  riferirà in Parlamento a a seguito anche dell'intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui ha dichiarato che "dal punto di vista del successo militare i terroristi, sul posto, ne hanno zero".

Per il ministro i prossimi mesi saranno i più critici per la missione italiana: "L'estate normalmente è il periodo con il maggior numero di attentati. Di inverno ci sono più problemi di movimento. Questo è il prossimo saranno i mesi più pericolosi"

Finora, scrive la Reuters, erano 15 i militari italiani uccisi in attentati e scontri a fuoco in Afghanistan, e 8 quelli morti in incidenti o per motivi di salute, a cui nei giorni scorsi si era aggiunto un suicidio.

Al ministro, scrive Il Messaggero, «particolari errori» non risultano, «il report che ho ricevuto – dice – parla dei rischi connessi ad azioni così articolate». E la bomba che ha ucciso i due artificieri potrebbe anche «essere stata una trappola. Avevamo a che fare con Ied, quelle bombe chiamate Improvised explosive device. Una di queste era stata messa in condizioni di non nuocere. Pochi minuti dopo ne è esplosa un'altra che non avevamo ancora individuato.

Forse è stata azionata con un telecomando, forse no». «I nostri artificieri sono considerati dei maestri» e «azioni terroristiche come questa tendono a colpire le opinioni pubbliche straniere più che i meccanismi in campo». Per questo la missione italiana continua in modo da arrivare «a fine 2013» a mettere gli afghani «in grado di occuparsi di tante attività, sminamento compreso».  

 

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