Processo al Mostro di Amstetten: breve resoconto della prima giornata

Come vi abbiamo anticipato questa mattina è iniziato nel tribunale di St. Poelten, in Austria, il processo al 74enne Joseph Fritzl accusato di omicidio, sequestro di persone, riduzione in schiavitù, segregazione, stupro.Capi d’accusa che ha accettato solo in parte: ha negato, infatti, le accuse di schiavitù ed omicidio preterintenzionale, quello del neonato con problemi respiratori

Come vi abbiamo anticipato questa mattina è iniziato nel tribunale di St. Poelten, in Austria, il processo al 74enne Joseph Fritzl accusato di omicidio, sequestro di persone, riduzione in schiavitù, segregazione, stupro.

Capi d’accusa che ha accettato solo in parte: ha negato, infatti, le accuse di schiavitù ed omicidio preterintenzionale, quello del neonato con problemi respiratori che si rifiutò di portare in ospedale.

Quest’ultima accusa – che poi è quella che farebbe salire, e di molto, la condanna – non sarà facile da provare: il piccolo è nato nel 1996 ed è morto solo 70 ore dopo la nascita, non si può provare con certezza se sarebbe sopravvissuto o meno con le dovute cure. Il suo corpo è stato poi bruciato da Fritzl nella stufa di casa.

Il mostro di Amstetten ha poi raccontato ai giudici della sua infanzia difficile, “molto difficile, mia madre non mi voleva e mio padre compariva raramente ed in maniera sporadica. Lei semplicemente non voleva un figlio e mi trattava di conseguenza: io fu picchiato“.

E ancora “mi vietava di avere degli amici, non sono stato indipendente fino ai 12 anni, quando decisi di ribellarmi. Da quel momento divenni Satana per lei“. Ed in età adulta è arrivata la sua vendetta, come raccontò lui stesso qualche tempo fa.

Processo al Josef Fritzl
Processo al Josef Fritzl
Processo al Josef Fritzl

Processo al Josef Fritzl

Poi è stata la volta della prima parte della testimonianza della figlia Elisabeth, che non era presente in aula, così come non lo sarà per tutta la durata del processo. E’ stato girato un video di ben 11 ore in cui la donna, ora 42enne, ripercorre nel dettaglio tutti gli eventi di quei lunghissimi 24 anni di prigionia ed abusi.

Oltre a quella di Elizabeth ci sarà poi le testimonianza di Harald, uno dei figli-nipoti, oggi 25enne. Tutti gli altri, compresa la moglie dell’uomo, Rosemarie Fritzl, 69 anni, hanno deciso di chiudere con il passato e non testimoniare.

Oggi sono state proiettate – non in presenza della stampa, che ha potuto assistere solo alle fasi iniziali del dibattimento – le prime due ore dell’agghiacciante racconto della 42enne, che ha raccontato di quando, nel 1984, ad appena 18 anni, aiutò suo padre a sistemare la porta della cantina, senza sapere che da lì a pochissimi giorni quelle quattro mura sarebbero diventate la sua nuova casa.

La versione ufficiale, quella raccontata ad amici e parenti, era che Elizabeth era misteriosamente fuggita di casa e che probabilmente non sarebbe mai tornata.

La stessa scusa era stata usata in concomitanza con l’arrivo nella famiglia Fritzl di tre dei sette bambini nati dalla relazione incestuosa dell’uomo con sua figlia: aveva fatto scrivere alla giovane una lettera in cui diceva che affidava i bimbi a sua madre perchè lei non era in grado di occuparsene. Come se la giovane, dopo essere fuggita di casa, fosse tornata di notte ed avesse abbandonato i pargoli nel giardino di casa.

Tutto è terminato nell’aprile dello scorso anno, dopo 24 anni, quando una delle bambine che abitava nello scantinato con sua madre-sorella, necessitò di cure ospedaliere: i dottori si accorsero dell’assurdo pallore della ragazza ed iniziarono a farsi alcune domande. Interrogativi che pochi giorni dopo condussero all’arresto dell’uomo.

Il processo continuerà domani e, se tutto va come da programma, dovrebbe concludersi già questo venerdì con l’emissione della condanna da parte della giuria, composta da quattro uomini e quattro donne.

Fuori dal tribunale, invece, manifestati hanno protestato chiedendo una punizione esemplare e leggi più severe in difesa dei bambini.

Via | Bild.de

Ultime notizie su Josef: il diavolo di amsetten

Tutto su Josef: il diavolo di amsetten →