Emilio Fede su Paolo Borsellino, balle al Tg4: l’agenda rossa? Comunista (Mao Off Topic)

Ieri, a diciotto anni dall’attentato contro Paolo Borsellino, si sono tenute manifestazioni e commemorazioni in tutta Italia. Ieri Arianna Ascione ha seguito da Milano l’inaugurazione dei giardini dedicati a lui e a Giovanni Falcone. Come volevasi dimostrare la giornata non poteva puntare solo sul ricordo del magistrato e a iniettare la giornata di disinformazione e falsità strumentali ci ha pensato

Ieri, a diciotto anni dall'attentato contro Paolo Borsellino, si sono tenute manifestazioni e commemorazioni in tutta Italia. Ieri Arianna Ascione ha seguito da Milano l'inaugurazione dei giardini dedicati a lui e a Giovanni Falcone. Come volevasi dimostrare la giornata non poteva puntare solo sul ricordo del magistrato e a iniettare la giornata di disinformazione e falsità strumentali ci ha pensato – e non è certo la prima volta Emilio Fede. Il conduttore del Tg più realista del re ha infatti espresso la sua personale opinione riguardo le agende rosse che erano state portate in piazza per invitare le istituzioni a fare luce sull'attentato. 

Secondo Fede le agende rosse sono comuniste, una variante dei libretti rossi di Mao come scrive Alessandro Gilioli. E sono quelle che ieri hanno tentato di dare una svolta ideologica alla manifestazione. E' ufficiale: sono saltate le regole dell'informazione e del rispetto dei cittadini. Spieghiamo a Emilio cosa siano le agende rosse:

Il 19 luglio 1992 un'autobomba fatta brillare in via Mariano D'Amelio a Palermo alle ore 16.58 e venti secondi causò la morte del Magistrato Paolo Borsellino e dei cinque Agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina ed Agostino Catalano.

Nonostante la magistratura abbia ottenuto fondamentali risultati nell'accertamento della matrice mafiosa della strage e nell'individuazione dei responsabili interni all'associazione criminale Cosa Nostra, pesanti zone d'ombra permangono sulle entità esterne all'organizzazione mafiosa che con questa hanno interagito nella deliberazione ed esecuzione del piano stragista. L'accelerazione imposta alla fase esecutiva della strage matura infatti dall'incontro delle esigenze di Cosa Nostra e di quei soggetti esterni all'organizzazione "in qualche modo interessati a condizionare i moventi e i ragionamenti dei malavitosi e\o in certe circostanze a svolgere una vera e propria opera di induzione al delitto" (sentenza d'appello Borsellino bis, cap. V).

Un documento che potrebbe fornire indicazioni determinanti per dare un volto ai mandanti esterni della strage è l'agenda rossa di Paolo Borsellino sulla quale il Magistrato era solito appuntare riflessioni e contenuti dei suoi colloqui investigativi, soprattutto negli ultimi mesi che precedettero la strage. Borsellino ripose l'agenda nella sua borsa di cuoio poco prima di recarsi dalla madre in via D'Amelio il 19 luglio 1992, come testimoniato dai figli e dalla moglie del Magistrato. Da quel momento dell'agenda si sono perse le tracce: nella borsa del Magistrato trovata intatta dopo l'esplosione sono stati rinvenuti alcuni oggetti personali ma non l'agenda.

In quel diario sono contenuti appunti sugli incontri ed i colloqui che Borsellino ebbe con collaboratori di giustizia e con rappresentanti delle Istituzioni. Si tratta di elementi determinanti per mettere a fuoco le complicità di pezzi dello stato con Cosa Nostra. Chi si è appropriato dell'agenda può oggi utilizzarla come potente strumento di ricatto proprio nei confronti di coloro che, citati nel diario, sono scesi a patti con l'organizzazione criminale. 

Forse adesso è più chiaro. Fede, sarebbe il caso di rettificare quella stupidaggine al Tg4. Se qualcosa è rosso non sempre è comunista.