Caos Italia – Quest’anno vince lo scudetto chi ha più debiti!

Il castello di carta sta lentamente, ma inesorabilmente, crollando. Mentre i vertici guardano all’eccellenza del Sei Nazioni e della Celtic League, le pessime dirigenze locali si ritrovano a dover rispondere di anni di ridicola gestione sportiva ed economica. Il prossimo campionato d’eccellenza (sigh) rischia di essere una sfida tra conti in rosso, debiti, giochetti finanziari,

Il castello di carta sta lentamente, ma inesorabilmente, crollando. Mentre i vertici guardano all'eccellenza del Sei Nazioni e della Celtic League, le pessime dirigenze locali si ritrovano a dover rispondere di anni di ridicola gestione sportiva ed economica. Il prossimo campionato d'eccellenza (sigh) rischia di essere una sfida tra conti in rosso, debiti, giochetti finanziari, dove chi scenderà in campo più che un giocatore sarà un creditore.

Foto per gentile concessione ufficio stampa L'Aquila Rugby

Abbiamo già analizzato la situazione di Parma, il cui fallimento è stato travestito da fusione e che ha visto nella nascita forzata dei Crociati il passaggio di consegne dalla squadra ducale a Noceto. Abbiamo già sottolineato l'ennesimo cambio societario di Rovigo, i cui "nuovi" padroni hanno ripianato i debiti semplicemente facendo finta di non essere più il Rovigo dell'anno scorso. E' cronaca di ieri il caos romano, dove tra lodi poco lodevoli, promesse di pagamenti, fidejussioni propiziatorie e quant'altro ancora non è chiaro se la Rugby Roma parteciperà al prossimo campionato e, se lo farà, se la sua iscrizione sarà legale e regolare. Non parliamo poi di Venezia, in crisi economica ormai da tempo, ma che viene ripescata nonostante non possa, al momento, garantire uno staff e una rosa da massimo campionato italiano.
A tutto ciò si aggiunge, ora, il grido d'allarme che giunge da L'Aquila, dove i giocatori sono pronti a non andare in ritiro e a non giocare fino a quando la pesante situazione debitoria nei loro confronti non sarà ripianata. Un'eventualità difficile, visto che lo stato economico della società è allo sbando e la stessa dirigenza si è rivolta alla città, agli imprenditori e alla Fir per chiedere una mano.
Insomma, metà delle squadre del prossimo campionato d'eccellenza hanno una conclamata situazione di crisi. In un Paese normale non sarebbero iscritte al campionato, ma in mancanza di regole e di alternative (in Serie A non vivono situazioni migliori, anzi) è quello che passa in convento e quello che ci teniamo. E parliamo solo delle situazioni più evidenti e drammatiche, ma nessuno si illuda che il resto del lotto navighi nell'oro. E in questa situazione si affronterà la nuova stagione, quella che i minculpop federali osannano come la nuova era ovale italica, quella celtica.

Come cantava Francesco De Gregori, raccontando il Titanic che affondava, "E il capitano disse al mozzo di bordo 'Giovanotto, io non vedo niente. C'è solo un pò di nebbia che annuncia il sole. Andiamo avanti tranquillamente'".