Caffarella: svolta nelle indagini grazie ai due telefonini rubati, uno si trova a Roma, l’altro in Romania

Ci sono novità per quanto riguarda la violenza sessuale avvenuta nel parco della Caffarella il giorno di San Valentino.I due principali sospettati, Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz, sono stati scagionati dall’esame del DNA e l’indagine sembrava ad un punto morto. Poi i cellulari rubati alla coppia di fidanzatini vittime delle violenze hanno ripreso a


Ci sono novità per quanto riguarda la violenza sessuale avvenuta nel parco della Caffarella il giorno di San Valentino.

I due principali sospettati, Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz, sono stati scagionati dall’esame del DNA e l’indagine sembrava ad un punto morto. Poi i cellulari rubati alla coppia di fidanzatini vittime delle violenze hanno ripreso a funzionare: uno a Roma, l’altro in Romania.

Gli investigatori, in poche ore, sono riusciti ad identificare il possessore di quello utilizzato a Roma: pare l’abbia acquistato per pochi euro da un venditore ambulante in un mercato di Roma.

Resta ora da rintracciare il ricettatore e farsi dire come è venuto in possesso di quel telefonino, cosa che molto probabilmente accadrà nelle prossime ore.

Per il momento Racz e Isztoika restano in carcere: il primo perchè, in attesa dei risultati definitivi del DNA relativi allo stupro di Primavalle, risulta ancora sospettato, il secondo perchè è stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare per calunnia nei confronti della polizia romena, che in parallelo sta svolgendo a Bucarest le indagini del caso, accusata di averlo picchiato.

Nel frattempo Racz, dal carcere, rilascia dichiarazioni contro il 20enne Loyos:

Ogni giorno che passa è peggio. Non so come sia potuto succedere che io sia qui dentro. È tutta colpa di Alexandru. Mi verrebbe voglia di fargliela pagare. Lo so perché mi ha tirato in questa storia, per paura, per coprire gente che potrei riconoscere se me li facessero vedere. Una cosa è certa: io non c’entro niente. Io lo giuro, non so nemmeno dove si trova il luogo dov’è successa quella cosa di cui sono stato accusato. Questa è la verità, anche se la polizia romena ha fatto pressione perché dicessimo il contrario. Spero di uscire dal carcere presto, tanto io rimarrò a Roma, ho due fratelli e una sorella in Romania ma non sento la nostalgia di casa.

Via | Corriere Della Sera