Scarcerato il figlio di Riina, la mafia ringrazia

A cosa può servire sequestrare beni, arrestare boss e scagnozzi, troncare importanti traffici internazionali di droga se poi per due scartoffie in più o in meno una belva come il figlio di Totò Riina se ne esce tranquillo dal carcere per “scadenza dei termini di custodia cautelare”? A cosa serve cercare di lottare a ogni

di elvezio

A cosa può servire sequestrare beni, arrestare boss e scagnozzi, troncare importanti traffici internazionali di droga se poi per due scartoffie in più o in meno una belva come il figlio di Totò Riina se ne esce tranquillo dal carcere per “scadenza dei termini di custodia cautelare”? A cosa serve cercare di lottare a ogni livello contro la mafia quando poi gli schiaffoni più forti ci arrivano in faccia non dai boss stessi bensì dalla pachidermica giustizia italiana?

Ieri pomeriggio Giuseppe Salvatore Riina ha potuto varcare il cancello della prigione e tornare libero: era stato arrestato nel 2002 per associazione mafiosa ed estorsione, condannato in primo grado a 14 anni e 6 mesi, in secondo grado a 11 anni e 8 mesi. Il cavillo? Fra la sentenza di primo grado e quella di appello non possono trascorrere più di due anni. Da qui il ricorso, vinto, degli avvocati del mafioso.

Ora, nulla da discutere sul cavillo in sé, ma trovo inutile che adesso il Ministro della Giustizia si scaldi tanto, chieda i fascicoli e voglia essere informato. Bisognava informarsi prima, si doveva seguire questo caso prima, ora è tardi. Si dovevano accelerare le pratiche, anche a costo di scavalcare qualche altro iter processuale. Perché non stiamo parlando di un semplice mafioso, abbiamo a che fare con il simbolo della fazione più feroce di Cosa Nostra, di un uomo che ora approfitterà della momentanea debolezza dell’area palermitana per riorganizzare e rifondare.

E quando si ha a che fare con simboli di questo tipo, servono azioni straordinarie e messaggi chiari. Così invece lo Stato trasmette un messaggio di implicita debolezza che vanifica l’azione di poliziotti e magistrati, una vera risata in faccia a tutti quelli che rischiano la vita ogni giorno. Ha voglia il Ministro degli Interni a dire che non bisogna scoraggiarsi per un episodio del genere.

Io, personalmente, mi sento scoraggiato, deluso e preoccupato. Che poi si continui a lottare è pacifico, certo, ma lo si fa con l’amaro in bocca e la certezza che è una lotta impari contro un nemico già potente in sé che diventa quasi invincibile se trova come alleato la Giustizia stessa.

Fonte: ADN Kronos

Ultime notizie su Mafia

Tutto su Mafia →