Repubblica e Libero contro la Regione Sicilia: abolire lo Statuto speciale e smettere di sprecare soldi pubblici

La pagina Facebook Per l’abolizione della Sicilia come Regione a Statuto Speciale non ha il seguito che merita. Ma l’argomento sembra diventato piuttosto popolare: da Repubblica a Libero è tutto un lanciare invettive contro la Regione Sicilia (intesa ovviamente come ente locale e non come entità geografica). Lo scorso 6 ottobre Francesco Merlo ci spiegava

La pagina Facebook Per l’abolizione della Sicilia come Regione a Statuto Speciale non ha il seguito che merita. Ma l’argomento sembra diventato piuttosto popolare: da Repubblica a Libero è tutto un lanciare invettive contro la Regione Sicilia (intesa ovviamente come ente locale e non come entità geografica).

Lo scorso 6 ottobre Francesco Merlo ci spiegava Perché lo statuto speciale va abolito, facendo riferimento a ruberie, sprechi e baronaggio feudale.

In Sicilia l’autonomia deve essere abolita per bancarotta economica, politica e morale. E bisogna cancellarla dalla Costituzione, come atto d’amore verso una terra meravigliosa, e liberare i siciliani da un baronaggio feudale che dissipa il più grande tesoro del Mediterraneo e non parlo solo del buco di 5,3 miliardi e delle spese che nel 2012 supereranno i 27 miliardi. L’Autonomia ha prodotto un ceto parassitario senza uguali in Europa che non gestisce risorse locali, se non in minima parte, e che lucra per se stesso più dei laziali. Il deputato guadagna tra i 15 e i 20 mila euro netti al mese tra stipendio, diaria, spese per lo svolgimento del mandato e indennità di soggiorno. Il rimborso ai gruppi raggiunge il record di 12 milioni l’anno. È una “specialità costituzionale” quella del più ricco Parlamento regionale d’Italia, che costa 170 milioni di euro, due volte più del Lazio e cinque volte più della Lombardia.

Nel lungo articolo Merlo mette in evidenza quanti soldi pubblici vengono risucchiati dal buco nero della Regione Sicilia, tra stipendi faraonici per gli amministratori e degrado continuo e brutale del territorio e dei beni culturali. Forse in effetti è questo uno degli aspetti più odiosi e insopportabili della questione: retribuire lautamente con soldi pubblici dei personaggi che non sono in grado di gestire e di valorizzare nulla, mantenendo quella terra a livelli molto poco europei.

E forse per non essere da meno dei rivali, da Libero arriva oggi un’altra bordata contro la Regione Sicilia: per salvare il poco di salvabile nella gestione della Lombardia – sempre indicata come un modello di efficienza e integrità – il quotidiano diversamente progressista attacca la Sicilia, dimenticando forse che proprio il centrodestra di cui è accanito sostenitore ha da sempre avuto sull’Isola un bacino elettorale e di potere. Nonostante l’amnesia, che ricorda molto la smemorata raccolta firme del Pdl per modificare la legge elettorale – Nino Sunseri ricorda l’esagerazione dei 90 (novanta) consiglieri regionali che prendono oltre 9mila euro netti al mese, gli 11,8 milioni di spese dei gruppi consiliari, i 6mila euro al mese guadagnati dallo stenografo e i 13mila, sempre netti al mese, riconosciuti al segretario generale dell’Ente.

Il 28 ottobre la Sicilia andrà alle urne per eleggere altri 90 fortunati vincitori del Win for Life in salsa palermitana e forse questi numeri spiegano come mai ci siano 47 liste in corsa. E nonostante il monito dei vescovi, sembra ormai impossibile che la Sicilia possa riuscire a riemergere dal baratro di malgoverno che la caratterizza. La Regione di speciale continuerà ad avere solo lo Statuto.

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