Super 10 – Marasma Rovigo: mercato fermo, ruoli non chiari e malumori

E’ pesante l’aria che si respira a Rovigo in queste ore. La situazione della nuova società spaventa i tifosi del Polesine che dopo le soddisfazioni della passata stagione temono di ritrovarsi con un pugno di mosche l’anno prossimo. Un mercato che non decolla (pardon, che è in stato comatoso), partenze importanti, ruoli non chiari e

E' pesante l'aria che si respira a Rovigo in queste ore. La situazione della nuova società spaventa i tifosi del Polesine che dopo le soddisfazioni della passata stagione temono di ritrovarsi con un pugno di mosche l'anno prossimo. Un mercato che non decolla (pardon, che è in stato comatoso), partenze importanti, ruoli non chiari e una politica dilettantistica non sono di buon auspicio per il futuro rossoblu. E le sorprese, anche clamorose, sono nell'aria.

Nonostante il tentativo della stampa amica di nascondere la testa sotto la sabbia, infatti, è il caos quello che regna a Rovigo. E' di ieri la notizia dell'ennesimo addio, quello di Emanuel Pellegrini, accasatosi a Villadose e deluso del trattamento ricevuto dalla sua società. Poi ci sono le questioni legate ai ruoli societari, con una squadra che ancora non ha un addetto stampa, ma che, come si legge su Rovigooggi, sembra aspettare candidature di volontari, invece che cercare un professionista della comunicazione. E anche questo è un esempio chiaro di come la nuova società si sta muovendo.
I tifosi, che danno sfogo alla propria fustrazione sulle pagine di Facebook, nei commenti e via mail, sono preoccupati. E hanno ragione. Le garanzie tecniche e societarie minime per affrontare un campionato di massima serie, seppur più dilettantistico rispetto al passato, non sono al momento presenti a Rovigo. La scelta di alcuni giovani di accasarsi altrove, vedi Cecchinelli e Belardo, dimostrano che il progetto Delta Rovigo è poco appetibile e convincente anche agli occhi dei diretti interessati.
Manca un direttore generale, manca un direttore tecnico, mancano le garanzie e le certezze necessarie per lavorare. Manca, insomma, quel minimo di professionalità richiesta per andare avanti. E siamo al 7 luglio. La tensione a Rovigo si taglia con il coltello e, attenzione, che la situazione potrebbe peggiorare ancora nelle prossime ore.