Riccardi dice no al Campidoglio: il PD rimane senza candidato a Roma

La candidatura di Zingaretti alla Regione e la rinuncia di Riccardi lasciano il PD senza un candidato al Campidoglio

di guido

Sembrava impossibile ma, grazie all’impegno delle ultime ore, il PD forse riuscirà nell’impresa di perdere le comunali di Roma. Fino a ieri aveva un candidato, Nicola Zingaretti, che tutti i sondaggi davano in netto vantaggio su Gianni Alemanno, non proprio amatissimo dai suoi concittadini. Tanto che lo stesso Alemanno stava studiando una exit strategy che gli evitasse l’onta di una sconfitta alle prossime elezioni comunali. Ora invece, grazie alle mirabolanti strategie PD, la partita si è riaperta e Alemanno resta più che mai saldo in sella, tanto da pensare già al voto chiedendo di eliminare la lista Pdl a Roma.

È di ieri infatti la notizia che Nicola Zingaretti si candiderà non più al Campidoglio ma alla Regione Lazio, tornata vacante dopo lo scandalo Fiorito e le dimissioni di Renata Polverini. Una scelta improvvisa e improvvida, visto che anche sull’account Twitter del neocandidato alla Pisana sono in molti quelli che lo rimproverano per aver cambiato l’obiettivo della sua candidatura. Ma adesso il problema è un altro: chi candidare al Comune di Roma? L’idea era puntare su Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e ministro per la cooperazione internazionale del governo Monti. Ma hanno fatto i conti senza l’interessato.

Oggi il ministro Riccardi ha fatto sapere che, grazie per il pensiero, ma non è disponibile a candidarsi:

Accettare ipotesi di candidature che interrompano il mio mandato ministeriale sarebbe in contraddizione con quell’impegno nazionale e super partes al quale sono stato chiamato dal presidente della Repubblica e dal presidente del Consiglio e che è stato confermato da una larga maggioranza parlamentare.

Ed ecco che il PD si ritrova con una coperta troppo corta: spostato Zingaretti alla Regione, rimane scoperto il Campidoglio. Quello che è stato il regno di Rutelli e Veltroni diventa quindi una poltrona di serie B rispetto alla Pisana (forse perché il Comune non si occupa di grossi interessi come la sanità), e la sfida di primavera ad Alemanno diventa proibitiva. Senza contare che, da qui al voto, il Pdl potrebbe anche trovare un candidato credibile per la Regione e la vittoria di Zingaretti potrebbe non essere più scontata.

In corsa per il Campidoglio a questo punto rimane Enrico Gasbarra, senatore e segretario regionale del PD, principale artefice dello spostamento di Zingaretti alla Regione. Democristiano da quando aveva i pantaloni corti, consigliere comunale a trent’anni e vicesindaco sia con Rutelli che con Veltroni. Belloccio e “piacione” come Rutelli, ma molto meno noto a livello nazionale, sembra corrispondere all’identikit per un candidato che piaccia anche all’Udc. Ma, per non ripetere la debacle del 2008, non sarebbe meglio fare le primarie?