Servizio Pubblico, la puntata del 1° maggio 2014

La 27esima puntata del programma d’approfondimento politico condotto da Michele Santoro su Polisblog.

00:23 la puntata di stasera termina qui.

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00:18 arriva il momento delle vignette satiriche di Vauro.

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00:11 questo filmato è dedicato al turismo a Venezia.

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00:03 Landini: “Sono favorevole ad una riforma degli ammortizzatori sociali. Ma non sono un’alternativa”. Zingales: “Ci sono stati tanti esempi di soldi buttati via come l’Alitalia e il Sulcis”.

00:02 parla una moglie di un operaio della Lucchini: “Noi dovremmo piangere miseria per un anno e poi c’è la cassa-integrazione. Il reddito di cittadinanza di Grillo? Renzi non riusciva a trovare nemmeno gli 80 euro”.

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23:57 Landini: “Le cose che dice Grillo, noi abbiamo cominciato a dirle molto prime. Le banche centrali di altri paesi controllano l’inflazione e l’occupazione. Devono riprendere gli investimenti pubblici e privati. La democrazia e la tenuta sociale del paese sono a rischio. I soldi ci sono e bisogna andare a prenderli”.

23:54 Daverio: “La siderurgia a Piombino è un insulto all’estetica dell’arcipelago toscano”. Landini: “I paesi che guidano il mondo hanno un sistema industriale. La ricchezza viene prodotta da chi lavora. Non si può contrapporre il sistema industriale con la tutela del patrimonio culturale”. Zingales: “Esistono i soldi limitati. Ci sono delle priorità”. Landini: “Ci sono disuguaglianze economiche. Non c’è un’Europa sociale”.

23:52 Zingales: “Grillo ha dato una risposta con gli ammortizzatori sociali ed è una buona risposta. La gente non soffre solo a Piombino. Esiste un vincolo di bilancio. I soldi che vanno da una parte, non possono andare dall’altra. Landini, lei difende solo il suo di posto di lavoro. Mi sembra ragionevole usare i soldi per promuovere un’industria che ha molte più possibilità come Pompei”.

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23:47 Daverio: “Le due cose sono in contrapposizione. le acciaierie obsolete di fronte all’isola d’Elba hanno fottuto il turismo nell’isola. Se avessimo avuto il coraggio di reinvestire i soldi invece che per la siderurgia per la tutela del patrimonio avremmo generato più posti di lavoro”.

23:42 Zingales: “Può essere una buona soluzione. Se noi, però, dessimo i 270 milioni a Pompei invece che a Piombino, salveremmo più posti di lavoro”. Landini: “Ma perché bisogna mettere in contrapposizione le due cose, non si possono fare tutte e due?”. Landini: “Il governo deve difendere il patrimonio artistico e anche il sistema industriale. Non c’è contrapposizione. E’ una sciocchezza”.

23:39 Mirko, operaio della Lucchini: “C’è da farsi uno studio sulle cose che dice di Grillo. Il reddito di cittadinanza è una cosa diversa dal reddito di ingresso. Si parla senza conoscere. Grillo deve rispettare la dignità dei siderurgici. Quando si parla di siderurgia, si parlano di grossi numeri. A Piombino, ci sono cinquemila famiglie in bilico. Si devono dare soluzioni. Noi ce l’abbiamo le soluzioni. La soluzione per Piombino è quella della Costa Concordia. A settembre, la nave potrebbe entrare”.

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23:32 riascoltiamo nuovamente le parole di Grillo sulla “peste rossa”.

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23:26 Gianni Dragoni: “Attenzione agli stipendi dei banchieri. Gli stipendi degli amministratori delegati sono aumentati del 16,8%. Cucchiani ha ricevuto 5,7 milioni di euro. L’Unione Europea ha imposto il tetto agli stipendi dei banchieri. Ma il tetto viene aggirato come nel caso di Montepaschi e Viola”.

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23:13 in questo filmato, vediamo la situazione del turismo a Roma. Il servizio è stato girato nel giorno della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Ci sono negozi che non rilasciano ricevute, monopoli delle bevande e centurioni non regolarizzati.

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23:06 Zingales: “Quando entrammo nell’euro, l’Italia pagava un costo del denaro molto elevato. Eravamo in una situazione difficile. Noi abbiamo mutuato la credibilità tedesca. Ci siamo legati all’albero maestro tedesco. Abbiamo dato la via la possibilità di questa flessibilità monetaria, cedendo la nostra sovranità monetaria. L’euro è una moneta tedesca. L’entrata nell’euro sarebbe funzionato solo se il legame era indissolubile. Noi abbiamo avuto un vantaggio dall’euro ma non l’abbiamo sfruttato per ridurre il debito. Noi abbiamo speso il beneficio dell’euro quando sono calati i tassi. Ora siamo in una situazione difficile. Se decidessimo di uscire dall’euro, porterebbe al fallimento del nostro sistema bancario. Un’uscita è molto pericolosa. Ci potrebbe essere un divorzio consensuale. Serve un’euro del Nord e il nostro euro un po’ più svalutato”.

23:00 Landini: “Il sistema culturale e turistico non funziona male perché ci sono le acciaierie. Non vedo in contraddizione le due cose. L’Italia potrebbe essere il polo logistico del Mediterraneo. Non c’è un sistema industriale e non c’è un piano per tutelare il territorio. C’è anche il problema dell’inquinamento. Bagnoli, da quando ha smesso di produrre, è più inquinata di prima. Servono tecnologie che non inquinino e che risanino il territorio”.

22:55 Daverio: “I musei non sono alberghi ad ore ma strutture culturali. Firenze ha una cinquantina di musei, ci sono musei che fanno appena una trentina di visitatori al giorno. Firenze potrebbe avere numeri come Parigi. E’ un sistema che non funziona. In Italia, sulla cultura, spendiamo un quarto della Germania e un terzo della Francia. Qui consumiamo l’eredità culturale e basta e non c’è nessun progetto. Non ha senso fabbricare in luoghi che potrebbero essere visitati da turisti. Bisognerebbe fare le persone serie. Noi siamo la culla dell’Europa. Pompei non appartiene ai pompeiani ma a chiunque abbia studiato una riga di latino. Noi mandiamo degli asini a Bruxelles e in Europa. Dobbiamo mandare gente competente. Potremmo diventare la California d’Europa. Abbiamo un meridione bellissimo distrutto dalle mafie”.

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22:40 questo servizio è dedicato al degrado di Villa dei Misteri e degli Scavi di Pompei. Ci scappa anche la rissa con i proprietari del ristorante abusivo nei pressi di Pompei.

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22:33 Mirko, operaio della Lucchini: “Io sono un appestato e vi potrei contagiare. Quello incazzato sono io e non Grillo che è già stato smentito riguardo i soldi che intente sbloccare in Europa. Quando si dice che l’altoforno di Piombino produce debiti, non è vero. Voglio chiudere l’altoforno e noi siamo incazzati. Da noi, si discute di siderurgia e nessuno sa cosa si produce. Io non lo voglio l’assistenzialismo, lo dovete dare a chi ha fatto chiudere la fabbrica. I forni elettrici? Da noi, l’energia elettrica costa il triplo che in Germania. In Germania, stanno sistemando gli altoforni. Da noi, non c’è politica industriale perché si sono cambiati sette governi in dieci anni. Vogliamo continuare a colare l’acciaio. E’ da lì che riparte il paese”.

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22:25 il prossimo filmato è dedicato all’acciaieria di Piombino che è ferma e che potrebbe essere rasata al suolo in assenza di un’offerta d’acquisto.

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22:22 Daverio: “Per fare la classe operaia, ci vogliono due secoli. Noi abbiamo avuto una finzione industriale inventata da Mussolini e portata avanti dalla DC”.

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22:18 Zingales: “Fare politica industriale in Italia è un sogno. Obama ha investito sulle energie rinnovabili e ha buttato un sacco di soldi. Investire sui nuovi settori non è facile. L’alternativa è ridurre le imposte sulle imprese. Il sindacato nell’Ilva non ha fatto bene a proteggere la salute dei lavoratori”. Landini: “I sindacati non sono tutti uguali. Nel caso dell’Ilva, il governo deve utilizzare i soldi dei Riva per risanare”.

22:15 Landini: “L’acciaio è un prodotto che serve ancora, il problema è come lo produci. Ogni paese industriale ha un’industria d’acciaio. Il problema non è tenere aperte le aziende inefficienti. Un’azienda inefficiente chiude da sola. Non ci sono piani nazionali per l’energia nel nostro paese. Quando si parla di politica industriale, significa avere uno Stato che ha l’idea di quali siano i settori strategici per produrre, investire e incentivare”.

22:11 Zingales: “Capisco la sofferenza degli operai, il problema è che l’acciaio si produce nei paesi in via di sviluppo come Cina, India e Russia. La produzione si sposta nei paesi ad alto valore aggiunto. Queste persone vanno aiutate a riqualificarsi per nuovi posti di lavoro. Il mondo cambia e noi dobbiamo cambiare. Le aziende inefficienti vanno chiuse e i lavoratori vanno sostenuti. I sindacati fanno scudo umano per capitalisti falliti. Non è un bel mestiere”.

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22:08 in un filmato, vediamo la risposta della classe operaia dell’acciaieria di Piombino a Beppe Grillo: “L’altoforno non va chiuso, vogliamo solo il lavoro”.

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22:05 Travaglio: “E’ tornato il dibattito sulla par condicio. Berlusconi si è sempre lamentata di questa legge ma a Mediaset se ne sono sempre fregati, pagando le multe che praticamente sono investimenti al partito del padrone. Schifani diceva che la par condicio era una legge ignobile ma oggi ha denunciato le tv per il poco spazio al Nuovo Centrodestra. Renzi non la sopporta o forse non la conosce proprio. Il premier è sempre in tv dalla mattina alla sera ma si comporta come se le tv lo oscurassero. Cerca di infilarsi dappertutto. Prima alla partita del Cuore e poi ad Amici. Così rischia di somigliare molto a D’Alema. Allora si è fatto un selfie con Prandelli e una banana. Alcuni lo aspettavano al Concertone come rapper. Forse il prossimo passo sarà Masterchef. Berlusconi, invece, è andato dalla D’Urso, che gli ha fatto una domanda sui cani in un’ora di monologo, e poi a Piazzapulita. La legge della par condicio riguarda i candidati, Berlusconi, però, è addirittura incandidabile. La par condicio è imperfetta, è vero, andrebbe rivista. La par condicio nasce dall’assenza di una legge sul conflitto di interessi, di una legge sulla Rai e di una legge Antitrust. La par condicio, malamente, ci mette un freno e invece la contestano. L’unica vittima della par condicio è l’attore Ivano Marescotti, tagliato da una fiction”.

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21:51 Philippe Daverio: “Gli Uffizi fanno meno di due milioni di presenze, il Louvre fa otto milioni. Bisogna chiedersi perché. I tedeschi hanno rotto il mercato del lavoro, ristrutturando la società. Se andate davanti al Louvre, quel mercato che abbiamo visto a Firenze, non lo trovate. Il sistema museale è disfunzionale. In Italia non lavora e non produce nessuno. In Italia solo 12-14 milioni di persone producono reddito. Chi è sul mercato della competizione sono solo 6-7 milioni di persone. Troppo pochi. In Germania, sono 30 milioni”.

21:46 Landini sulle parole di Grillo a Piombino: “I lavoratori chiedono di lavorare, non di essere pagati senza lavorare. In Italia, c’è bassa produttività perché non ci sono stati investimenti. Non c’è stata una politica industriale”. Zingales: “Bisogna aumentare la produttività con più flessibilità sul posto di lavoro”. Landini: “Ce n’è anche troppa di flessibilità. Gli imprenditori hanno portato troppi soldi all’estero. Chi si è arricchito in questi anni, deve pagare. Renzi vada a prendere i soldi dove sa che si trovano. I sindacati che dicono sì alle imprese anche se fanno cazzate non servono a niente”.

21:40 Santoro: “Siamo un paese indietro nella produttività”. Luigi Zingales: “Se continuiamo a dare la colpa all’Europa, non si cambia la situazione. Le imprese hanno scarsa capacità di mettere in atto una rivoluzione digitale e informatica. C’è una riluttanza, perché l’informatica è trasparente e in Italia c’è molto nero. L’informatica porterebbe anche ad un cambiamento delle mansioni e i sindacati in questo sono inflessibili. Un altro male dell’Italia è la paura del nuovo”.

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21:35 rivediamo le parole sui sindacati di Beppe Grillo dette a Piombino: “Questa situazione è la morte dei sindacati”.

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21:33 Maurizio Landini: “Essere invitato per il primo maggio di Taranto è stato un fatto importante. Si è riaperto un dialogo. Noi siamo di fronte ad una situazione di crisi di rappresentazione del sindacato. Ho accettato l’invito perché era un mio dovere farlo. Bisogna ricostruire una capacità di rappresentanza di tutte le forme di lavoro. Oggi siamo di fronte ad una precarietà e sfruttamento del lavoro che non ha precedenti. La contraddizione dell’Ilva di Taranto deve portare ad un cambiamento, anche nei sindacati. La maggioranza delle persone non sono iscritte ai sindacati. Il problema è nostro”.

21:29 Anna Rutiloni commenta il servizio: “Gran parte di chi lavora nei beni culturali sono precari. E’ difficile che possano essere regolarizzati. C’è una confusione tra turismo e tutela dei beni culturali. Non è possibile che cose così delicate e importanti vadano nelle mani di chi non ha studiato. Il sindacato potrebbe servire per tutelare il merito”.

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21:16 parte il filmato introduttivo di questa puntata intitolata E’ qui la peste realizzato alla Galleria degli Uffizi di Firenze. Si parla dei disagi che potrebbero causare danni alle opere d’arte. La biglietteria degli uffizi, inoltre, è gestita da un privato che guadagna, quindi, da opere pubbliche. L’agenzia concessionaria, probabilmente, vende più biglietti del dovuto per guadagnare.

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21:08 inizio trasmissione. Michele Santoro entra in studio: “Io mi sento più vecchio di Grillo. Mi sono occupato di fabbriche d’acciaio prima che lui nascesse…”. Sui sindacati: “Non è mai esistito un periodo di benessere nel mondo quando i sindacati erano troppo deboli. Se i sindacati fossero la peste, la nostra democrazia sarebbe già morta. I sindacati devono solo cambiare radicalmente”. Su Aldrovandi: “I poliziotti che hanno applaudito come possono garantire il rispetto della legge se sono i primi loro a non rispettarla?”.

Servizio Pubblico, puntata 1° maggio 2014: Anticipazioni e Live su Polisblog

studio servizio pubblicoQuesta sera, a partire dalle ore 21:10 su La7, andrà in onda la ventisettesima puntata della terza edizione di Servizio Pubblico, il programma di approfondimento politico condotto da Michele Santoro, che vede la partecipazione di Giulia Innocenzi, Marco Travaglio e Vauro.

La puntata di questa sera si intitolerà “E qui la peste?”. Si parlerà del Jobs Act, la riforma dei lavori che il premier Matteo Renzi ha definito una rivoluzione, della disoccupazione in Italia e dei dati allarmanti a riguardo (il 12,7% e il 42,7% per quanto riguarda i giovani), dell’Italia che rischia di uscire dalla top 12 delle economie mondiali e delle nostre aziende che continuano a chiudere o ad andare in crisi.

Nella fattispecie, si tratterà il caso della Lucchini di Piombino, dove Beppe Grillo, leader del Movimento Cinque Stelle, nel corso della sua campagna elettorale, ha attaccato duramente i sindacati, accusando anche il Partito Democratico di essere una “peste rossa”.

Si parlerà anche del patrimonio d’arte come possibile via d’uscita per liberarsi dalla crisi e far ripartire l’economia: alcune città come Venezia, Roma, Firenze, Pompei e Capri fanno sì che il turismo e i beni culturali rappresentino già un valore economico importante del nostro PIL.

Il parterre di ospiti di questa sera sarà composto dal segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini, dall’economista Luigi Zingales, dal critico d’arte Philippe Daverio e dal filosofo Massimo Cacciari.

Polisblog seguirà in tempo reale tutta la puntata di Servizio Pubblico, riportando tutte le dichiarazioni e altri avvenimenti degni di nota.

L’appuntamento è a partire dalle ore 21:10.

I Video di Blogo

Il video degli sciatori ammassati nella funivia a Cervinia