Le paure infondate di Veltroni: “C’è il rischio che anche in Italia si affermi il modello Putin”

A leggere l’intervista che Walter Veltroni ha rilasciato oggi al Corriere, vengono i brividi. Dice citando Dickens: “Era il migliore e il peggior e dei tempi, era il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione”. Un situazione che riassume al meglio, secondo il leader del Pd,

A leggere l’intervista che Walter Veltroni ha rilasciato oggi al Corriere, vengono i brividi. Dice citando Dickens: “Era il migliore e il peggior e dei tempi, era il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione”. Un situazione che riassume al meglio, secondo il leader del Pd, l’attuale paradosso italiano: progresso e innovazione ma anche paura, angoscia e crisi. Lo scenario perfetto per “barattare la democrazia con la decisione”.

Anche in Italia, avverte Veltroni, “se non ci sarà una sufficiente controreazione rischiamo di veder realizzarsi il modello Putin”: un rischio che corre “tutto l’Occidente” con una “democrazia sostanzialmente svuotata”. I segni? Fastidio verso il dissenso, Parlamento visto come una perdita di tempo, attacco costante ai sindacati e alla magistratura, immigrati considerati nemici e nostalgie velate del Ventennio oltre all’affermazione di un pensiero unico. “Mi chiedo dove diavolo arriveremo”.

I timori del giovane Walter ricordano i toni di piazza Navona. Anche in quell’occasione Paolo Flores D’Arcais aveva parlato di “putinizzazione” del nostro Paese. Ma allora Veltroni prese le distanza da Di Pietro: “Non è questo il modo di fare opposizione”. Eppure, oggi, alla stregua di Don Sciortino, sente la necessità di avvertire gli italiani che crisi democratica e crisi sociale hanno dato vita, nel corso della storia, alle “tragedie peggiori”. Ma oggi è diverso: le sue sono semplicemente paure infondate.