Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

Leggi e commenta la Top NewsCon lo slogan “Diritti in piazza”, domani la Cgil “occupa” 100 piazze d’Italia. Manifestazioni contro la manovra economica e finanziaria del Governo. Guglielmo Epifani: “La politica del governo è sbagliata per lo sviluppo del paese, è negativa per i cittadini, punisce i lavoratori e i ceti più deboli. Non si

Leggi e commenta la Top News

Con lo slogan “Diritti in piazza”, domani la Cgil “occupa” 100 piazze d’Italia. Manifestazioni contro la manovra economica e finanziaria del Governo. Guglielmo Epifani: “La politica del governo è sbagliata per lo sviluppo del paese, è negativa per i cittadini, punisce i lavoratori e i ceti più deboli. Non si può e non si deve star fermi”. Fabrizio Cicchitto: “Si danno la zappa sui piedi. E’ il vecchio rito inutile per i lavoratori e dannoso per il paese”.

Il nostro commento
Non si può certo impedire che domani, sabato 27 settembre, la Cgil (oltre 5 milioni di iscritti) chiami i lavoratori e i cittadini a manifestare contro il governo in 100 piazze d’Italia. L’iniziativa presenta dei limiti che sono essenzialmente due. Il primo è che la Cgil “marcia” da sola, a dimostrazione che l’unità sindacale con Cisl e Uil è oramai carta straccia, un obbiettivo cui nessuno più crede. Il secondo è che la protesta, pur incentrata sui limiti della manovra economica-finanziaria dell’esecutivo, ha il sapore di una manifestazione espressamente “politica” contro Berlusconi e contro il suo governo di centro destra. Con la sinistra a pezzi, sembra essere la Cgil a voler scendere in campo in “sostituzione” dei partiti, tutti fuori dai problemi del lavoro. Dalla “cinghia di trasmissione” al “pansindacalismo”, i due limiti storici e sempre attuali della Cgil e del sindacato italiano. Ma la dialettica democratica va ripristinata: l’azione dei corpi sociali è il sangue vitale della democrazia. Guai tornare alla logica che “il manovratore non si deve disturbare”.

Guglielmo Epifani: “Il governo vuole mettere il paese con le spalle al muro e vuole indebolire il ruolo e l’iniziativa sindacale, oltre che delegittimare qualsiasi alito di opposizione. La Cgil ha superato ben altre prove e non si fa imbrigliare né intimidire né da questo né da nessun altro governo. In mancanza di risposte intensificheremo la lotta”.

Paolo Bonaiuti: “Dopo la brutta figura subita nella vertenza Alitalia, la Cgil si infila in un altro vicolo cieco, con una iniziativa marcatamente politica che mina l’unità con Cisl e Uil e divide i lavoratori. Il governo, così come dimostrato con Alitalia, è disponibile al confronto. Ma è il forte mandato elettorale ricevuto che ci impone di portare avanti il nostro programma e di non subire ricatti di nessun tipo”.

I Video di Blogo