Caos federale – Il gioco del XV… come uccidere il rugby di base

Il marasma che ormai quasi quotidianamente colpisce il rugby italiano si allarga, con una nuova chicca che sembra mandare sempre più a fondo l’ovale italico. L’ultima follia, infatti, è una nuova regola, appena approvata, che rischia di distruggere molte realtà di base, giovanili e, a essere pessimisti, potrebbe dare un bel colpo alla tanto ostentata

Il marasma che ormai quasi quotidianamente colpisce il rugby italiano si allarga, con una nuova chicca che sembra mandare sempre più a fondo l'ovale italico. L'ultima follia, infatti, è una nuova regola, appena approvata, che rischia di distruggere molte realtà di base, giovanili e, a essere pessimisti, potrebbe dare un bel colpo alla tanto ostentata sportività rugbistica.

Dalla prossima stagione, infatti, la Fir ha deciso che nei campionati Under 20, 18 e 16 si dovrà per forza giocare in 15 giocatori. Chi, durante un incontro, si troverà a poter schierare solo 14 giocatori avrà partita persa a tavolino (e alla terza sconfitta a tavolino c'è l'esclusione dal campionato). Per chi bazzica un po' le realtà più piccole, quelle che faticano a fare propaganda, quelle che ogni weekend è un miracolo riuscire a mettere assieme una squadra competitiva, sa cosa questo significhi. E' la morte del rugby di base, è una mazzata colossale sulle giovanili, le under, che fanno i salti mortali per portare una squadra al completo al campo e, ora, si troveranno in difficoltà al primo infortunio. Inoltre, parliamo di società che vivono di volontariato, che si barcamenano nelle spese e la nuova regola prevede, oltre alla sconfitta a tavolino, pure una bella multa. Un modo raffinato per far chiudere più di una società entro un anno.
Una regola assurda, inutile, che fa male ai club e basta. Una regola, poi, che a ben vedere rischia di fomentare l'antisportività. Immaginate due squadre, una forte, ma con i giocatori contati, e una debole. Quella forte vince sul campo, senza problemi. O magari fatica, il match è combattuto ed equilibrato. Beh, basterà un allenatore senza scrupoli, un giocatore senza valori… e si potrà giocare non a fermare l'avversario, ma a fargli male. Un bel placcaggio cattivo, antisportivo. Un bell'infortunio e il gioco è fatto. Si vince a tavolino. Il placcatore verrà espulso? Poco male, la vittoria è assicurata. Anche perché la regola vale solo se si resta in meno di 15 giocatori per infortunio. In caso di ammonizione o espulsione si potrà giocare in inferiorità numerica.

Una regola contestata dai club che già hanno fatto sapere a Dondi e al Consiglio Federale di essere assolutamente contrari. Lo hanno fatto in forma scritta, in alcuni casi, o vis-à-vis in altri. La risposta? La supponenza di chi ha il bastone del comando e non si interessa di quel che succede sotto di lui. Come successo al Comitato Lombardo, dove alle proposte dei club e alle loro critiche il signor Dondi ha risposto alzandosi e andandosene. Ah già, dopo aver dato dei coglioni ai presenti.

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